Nuoto, il paradosso britannico: le medaglie dopo i tagli ai fondi

Il commento di Swimbiz: Lo strano caso del nuoto britannico, in un sistema sportivo definito "Brutale, ma efficace".

Copyright foto: Gian Mattia D'Alberto-LaPresse

C’era anche Adam Peaty, ieri a Roma, all’incontro con la stampa organizzato dal suo sponsor Arena. Leone, simbolo dell’Inghilterra, da poco tatuato sul braccio, dopo un’Olimpiade da oro e record mondiale nei 100 rana. Protagonista in vasca come la sua Gran Bretagna, che a Rio ha collezionato anche 5 argenti. Risultato, quattro anni fa, per nulla scontato.

Adam Peaty, campione olimpico e mondiale, recordman mondiale
Adam Peaty, campione olimpico e mondiale, recordman mondiale

Dopo le delusioni di Londra 2012, Uk Sport iniziò una drastica serie di tagli agli sport acquatici. Synchro e pallanuoto videro persino azzerati i contributi. L'impostazione aziendale e commerciale che, scrive il sito federale, l'ex Ceo David Sparkes diede alla federazione, ha probabilmente contribuito a limitare le perdite. Come pure il contratto di sponsorizzazione con British Gas da 15 milioni di sterline, firmato nel 2009 e scaduto il 1° gennaio 2016. Ma i tagli ai fondi si fecero sentire: centri federali come Bath, Loughborough, Stirling, Swansea e Stockport subirono tagli o videro il mancato rinnovo di contratto con British Swimming. Persino il Derby swimming club, una delle basi di allenamento di Peaty, si trova in difficoltà(leggi qui) e cerca sponsor per sopravvivere "Sono tempi di austerity, lo sappiamo" dice Steve Layton, Segretario della società.

Il sistema sportivo britannico è “Brutale, ma efficace” spiega al Guardian  Borja Garcia, docente di management sportivo alla Loughborough University. L’atleta è seguito finché dimostra di poter raggiungere l'alto livello, ma rischia di perdere i fondi se non soddisfa più i parametri. A titolo di esempio, ecco il World Class Swimming Programme del nuoto britannico per il ciclo olimpico novembre 2016-marzo 2021:

  • British Swimming ha un massimo di 54 posti disponibili per il programma, divisi in due categorie: podio e podio potenziale. Per essere incluso nella prima, l’atleta deve dimostrare “Solide e genuine chances di medaglia ai prossimi Giochi Olimpici” Tokyo 2020. Nella seconda categoria si situa chi abbia il potenziale per partecipare ai Giochi di Tokyo “E per andare a medaglia o a questi Giochi, o a quelli del 2024.
  • La federnuoto britannica, però, specifica che “Essere i migliori in Gran Bretagna, rispettare tutti gli obiettivi di prestazione, avere un tempo da alta posizione nel ranking mondiale o finire regolarmente tra 4° e 8° posto a Mondiali e Olimpiadi non conferisce di diritto l’inclusione nel programma”. L’inclusione nel programma è a totale discrezione del National Performance Director. La prima lista è redatta nel biennio 2017-18 e ogni anno potrà essere oggetto di modifiche, aggiunte o esclusioni.
  • Essere sospesi o espulsi dalla lista dipende anzitutto da motivi disciplinari, ma l'atleta può perdere il supporto federale anche in caso si alleni in una società con un un programma d'allenamento giudicato non idoneo. Anche in caso d'infortunio grave, non è scontato che l'atleta continui a ricevere i fondi. E a fine carriera, gli atleti possono ricevere un 'contributo di transizione' per 2 o 3 mesi, a totale discrezione del Npd.
  • Salvo eccezioni, la Federazione non supporta neppure gli atleti che si allenino all'estero. Il ranista Michael Jamieson, ad esempio, prima di Londra 2012 seguì a Pargi l'allenatore Fred Vergnoux (oggi tecnico di Mireia Belmonte). Senza il supporto federale, Jamieson economizzò il più possibile (dormiva sul divano in un monolocale) e restò in Francia per un anno. Tornato a casa, dimostrò di essere migliorato e fu incluso nel programma federale. Vinse l'argento olimpico a Londra 2012, nei 200 rana. E tuttavia, poiché negli anni successivi non mantenne un livello da podio, fu nuovamente tagliato fuori dai contributi.

In allegato il World Class Swimming Programme in dettaglio: Clicca qui per l'allegato

Se concentrare i fondi sugli atleti di punta ha contribuito al medagliere britannico, a pagarne le spese rischia di essere lo sport di base. La Amateur Swmming Association - federnuoto inglese che, insieme a quella gallese e scozzese (l'Irlanda del Nord è invece legata alla federnuoto irlandese) forma la British Swimming  - nel 2013 denunciò "2/5 dei bambini sotto gli 11 anni non sanno nuotare e il 37% dei genitori dichiara che i propri figli non hanno mai seguito lezioni di nuoto a scuola”. Il Principe William, lui stesso ex pallanotista, tenne un discorso alla nazione sull'importanza sociale del nuoto:

 

 

moscarella@swimbiz.it