Paolo Penso “Un record mondiale nell’anno olimpico e un oro olimpico, mestieri diversi”

Il commento di Swimbiz: Temponi in allenamento, record in semifinale, sfide. Il dire e il fare in vasca, commentati a Swimbiz.it da Paolo Penso. 

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Da due settimane circola sul web un video in cui Yulija Efimova (foto) nuota i 100 rana, in allenamento, in 1’06”22. In gara, sarebbe da miglior prestazione mondiale dell’anno(guarda il video). “Quando seguivo Laure Manaudou, andammo agli Assoluti di Pesaro, anche se non era autorizzata a gareggiare – racconta a Swimbiz.it Paolo Penso, ai tempi direttore tecnico di LaPresse – stava facendo una serie di 50 stile, ad andatura normale. Quando arrivò Federica Pellegrini per sciogliersi, Laure accelerò: 26”3-26”4 in sé non sarebbe eccezionale, ma lei lo fece per 16 volte di fila”. Sfide, temponi per gioco. A volte il più è trovare la chiave per ripetersi in gara “Gareggiando ad acque calme sei tranquillo, ma è meno probabile che ‘raschi il fondo’ delle energie. Agli Europei di Netanya, per stimolare Paltrinieri, Morini gli mostrò i passaggi del precedente record mondiale di Hackett”. A cercare forzatamente il primato, invece, si rischia di nuotare troppo contratto. Come Cesar Cielo due anni fa ai campionati brasiliani(leggi qui) “La curva di Yerkes-Dodson mostra che la prestazione migliora all’aumentare della concentrazione. Finché, aumentando ancora la concentrazione, la curva inizia a scendere – per questo – agli atleti che cerchino un primato, consiglio di tentarlo in semifinale. In finale hai già abbastanza tensione per inseguire una medaglia”. A meno di casi eccezionali. La scorsa estate gli Usa esaltarono un Michael Phelps, ‘da solo’ ai campionati americani, più veloce dei finalisti mondiali “E’ lecito pensare che lui avrebbe fatto altrettanto in gara, in passato ha dimostrato il suo talento anche nella tenuta mentale – ma in generale – nuotare un gran tempo ai campionati americani, italiani ecc. non significa essere in grado di farlo, ad esempio, a un’Olimpiade. Fare un record mondiale nell’anno olimpico e vincere un oro olimpico sono mestieri diversi”.
 
 
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