Amaurys Perez: “I miei figli le medaglie più belle. Ai gestori delle piscine dico di avere fiducia”

Se c’è un gigante buono nello sport e soprattutto nella pallanuoto italiana, sicuramente è lui.  è stato un grandissimo campione. Iridato insieme al Settebello a Kazan e poi argento a Londra 2012. E
ha un cuore grandissimo, che dallo sport trasporta nella vita di tutti i giorni. Perché lui è così. Quando gli si
fa una intervista sulla sua carriera agonistica, non riesce a non parlare delle persone più importanti della
sua vita, che sono i suoi famigliari. La moglie Angela e suoi tre bambini. Sono loro a vincere le medaglie
olimpiche. Tutte e tre. Perché quei colori, di oro argento e bronzo in esse, hanno il sapore della quotidianità
che Amaurys vive, con loro. Ieri come atleta e vittorioso nella Nazionale Italiana di pallanuoto di coach
Sandro Campagna e oggi lui stesso allenatore alla De Akker Bologna. Un po’ distante l’Emilia Romagna dalla
sua Calabria del cuore, ma sempre accanto a chi lo ama. Soprattutto in questi giorni di Covid 19 in Italia.
E chi lo ama sono anche i tifosi di pallanuoto. L’oro mondiale del 2011 e l’argento olimpico sono le medaglie
più importanti per lui. Nate di domenica, durante un pranzo in famiglia. Lo sottolinea Amaurys nella sua
intervista per Swimbiz. Quella è stata l’emozione più marcata che per sempre si porterà addosso. La voce di
Campagna all’altro capo del telefono, che lo convocava per vestire i colori del Settebello, avrà quel valore
sportivo e umano che hanno fatto di Amaurys la persona che è oggi. Da lì per Perez è iniziato tutto. E da lì il
vicecampione olimpico di Londra, che ha lottato in vasca per difendere la retroguardia dell’Italia di fronte a
Stefano Tempesti, ha imparato i valori dello sport, già suoi evidentemente, e li porta in eredità come coach
per i suoi ragazzi al Bologna: sacrificio, impegno. Senza di essi non si va lontano e lui lo sa bene. I consigli di
Campagna, suo allenatore per sempre, sono fondamentali per crescere e per conquistare punti preziosi in
classifica.
Senza i valori dello sport, metafora della vita, non possono uscire dal tunnel gli imprenditori italiani. Tra di
essi anche Amaurys. Aveva una importante azienda di produzione della birra. Questa, come le tante dei
piccoli artigiani che hanno fatto grande il Paese. La diffusione della pandemia ha ucciso anche essa, insieme
a tantissime altre imprese italiane. E con le piscine allo stremo economico per la chiusura forzata. Il
consiglio che si sente di dare è certamente quello di un campione di sport, che sa cosa significa sudare e
combattere per un obiettivo: la fiducia incrollabile. Sempre. Perché lui l’ha avuta. E quelle medaglie oggi
brillano in bacheca, come sorridono i suoi figli nella vita. Le vittorie più belle per Amaurys.

Caro Amaurys, se tu dovessi fare un podio della tua vita, insieme alla tua carriera. Primo, secondo e terzo
posto. Chi sono le persone o cosa sono le cose a cui metteresti le medaglie al collo? Oro, argento e
bronzo.
“Impossibile da rispondere. C’è una fila esagerata di persone. Le metterei tutte al collo dei miei genitori, mia
moglie, i miei figli, i miei suoceri, mio fratello. Tutta la mia famiglia a Cuba. Non riesco a scegliere..”.
Sei arrivato secondo a Ballando con le Stelle e secondo alle Olimpiadi di Londra con il Settebello. Qual è
l’argento che di più ti ha fatto arrabbiare?
“Sicuramente l’argento a Londra 2012. Sapevo che sarebbero stati i miei primi e ultimi Giochi olimpici della
carriera”.

Vicecampione olimpico e campione mondiale. Quale eredità dello sport ti porti nella vita di tutti i giorni?
“Una emozione grandissima che per sempre ricorderò. Il giorno in cui mi ha chiamato Sandro Campagna per
convocarmi in Nazionale. Durante un pranzo calabrese con la mia famiglia. La prima chiamata per vestire la
calottina azzurra. Sono partito da lì e sono poi arrivato sul tetto del mondo. Non la potrò mai dimenticare. E
lo faccio soprattutto con le parole che mi disse mia moglie: “Non finirai mai di stupirmi”.

Sei allenatore nella squadra della De Akker Bologna? Quali insegnamenti dai ai tuoi giocatori? Quanto è
presente la figura di Campagna nel tuo essere coach, oggi? Pensi che il Settebello potrà vincere a Tokyo?

“Spirito, sacrificio, unione di gruppo e tantissimi umiltà. Il Sig. Campagna è presente in tutte le mie giornate,
ci sentiamo spessissimo al telefono. Mi ha dato 800 mila consigli.. e per scaramanzia preferisco non
rispondere per Tokyo.. non si può dire!”.

Sei anche un imprenditore. Produci birra nella tua splendida Calabria. Come va la tua attività in questo
periodo di chiusura causa Covid? Vuoi dire qualcosa ai gestori delle piscine e agli imprenditori italiani che
in questi lunghi mesi stanno soffrendo la crisi economica?

“Purtroppo come piccola azienda abbiamo dovuto chiudere. Questa è una situazione triste e devastante. Lo
sto vivendo sulla mia pelle. Dico a tutti di non perdere la fiducia con molta forza e determinazione, che un
giorno possa finire questo calvario”.

 

giorgi@swimbiz.it

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