Dobbiamo innovare, per rendere più attrattivo questo sport

Copyright foto: stephane mortagne - la voix du nord

Welcome to my show. Stephan Caron ha fatto strada, da quando vinceva medaglie olimpiche. Nativo di Rouen, classe ’66, ha studiato economia e si è fatto le ossa tra i colossi della finanza, prima di plasmare, attraverso la Sport Swim Organisation, il meeting internazionale Singapore Swim Stars, 5-7 settembre prossimi “Singapore ha messo in piedi un impianto avveniristico, da 4500 posti – l’OCBC Aquatic Centre, nel Singapore Sport Hub, polo d’intrattenimento della città – il posto è attraente per sponsor e persone. Era la sede ideale”. Con lui, gli ex nuotatori Laurent Neuville, Karen Pickering e Harald Eltvedt, l’esperta di marketing Sophie Reinauld, e Fred Bousquet che da partecipante è diventato direttore sportivo “Sta facendo un lavoro egregio. Non si allena dall’infortunio alla spalla, perciò non so se a settembre tornerà effettivamente a nuotare”. Concept delle gare unico, giocato su sfide tra velocisti “Il nuoto non può vivere di soli Mondiali e Olimpiadi. Serve innovare per renderlo più attrattivo: perciò abbiamo eliminato le batterie – sulla scelta di limitarsi a 50 e 100 m – non volevamo dissipare il budget premi, $150.000 in totale. Nella seconda edizione, potremmo inserire nuovi eventi”. L’idea è, infatti, ripetere la manifestazione per 5 anni “Aggiungendo anche i tuffi” ma Caron vorrebbe ricreare meeting simili in altre località “In Europa e nel mondo sono pochi i luoghi e impianti adeguati (minimo 4-5.000 posti). Ma la cosa più difficile è trovare le date”. Infine, preannuncia che a Dotto e Scozzoli seguirà un altro paio di presenze italiane “L’Italia ha grandi nuotatori che rispondono bene alle innovazioni”.
 
moscarella@swimbiz.it

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