Uno dei difetti che ho sempre trovato nei commenti che seguono le prestazioni degli italiani nelle gare internazionali è sicuramente quello che ci si lamenta spesso e volentieri che i nostri atleti non reggono lo stress agonistico di disputare troppe gare nella stessa sessione, a differenza di statunitensi, australiani, russi e cinesi che hanno capacità di recupero maggiori dei nostri.
Oggi abbiamo avuto la dimostrazione che SI PUO' FARE anche in Italia... Sara Curtis è l'esempio, questa mattina miglior tempo nei 50 dorso e nei 50 stile e questa sera accesso alla finali di entrambe le gare, e poi arriva la gara delle gare per una velocista ed ecco che Sara si prende uno storico bronzo nei 100 stile ritoccando ancora una volta il suo best record, nonostante un raffreddore che le brucia in petto.
Sarà l'aria della Virginia University, che frequenta dallo scorso agosto, sarà che il suo coach piemontese Thomas Maggiore l'ha cresciuta proprio bene, sarà che Sara è nata con il talento, ma abbiamo finalmente sfatato il mito dell'italiano che si lamenta dopo la gara perché è stanco, non è abituato a fare troppe gare una dopo l'altra e così via.
Si, inizialmente ho pensato anche io che probabilmente si poteva evitare almeno i 50 dorso, ma poi, rimuginando tra me e me, mi sono detto, era ora! Allora cosa dovrebbe dire Alberto Razzetti, che domani ha i 400 misti ed i 200 farfalla, il de profundis per ogni atleta, ricordo quando toccava a mia figlia Maria Luisa nelle gare giovanili spararsi in sequenza le due gare una dietro l'altra, lamentandosi con il suo coach ma orgogliosa alla fine di averle portare a casa, benedetta gioventù.
Abbiamo un deciso e valido ricambio generazionale, nato da un movimento che oggi sforna nuove leve in tutte le distanze e specialità, abbiamo ancora limiti, vedi farfalla femminile, aspettiamo le eredi di Ilaria Bianchi ed Elena di Liddo, ma grazie ad atleti ed atlete di straordinaria capacità come Simona Quadarella Thomas Ceccon, una splendida Silvia di Pietro ed il sempre propositivo Nicolò Martinenghi, il futuro del nuoto nazionale è sempre più azzurro. Nel medagliere siamo secondi alle spalle dell'Olanda e domani abbiamo tanta carne al fuoco per aumentare il bottino, siamo ottimisti e speranzosi che anche domani sera l'inno di Mameli si diffonderà nella piscina di Lublino.
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