Fina, no agli “spioni subacquei”

Nello sport moderno c’è quasi un’ossessione per le squalifiche, le false partenze, gli arrivi calcolati al millesimo di secondo. Basti pensare alla polemica di qualche anno fa sulla possibilità di squalificare subito chi eseguisse una falsa partenza nell’atletica, proposta che sembrava su misura per sabotare Usain Bolt. Nel mondo del nuoto, è la Fina a bocciare l’idea di utilizzare le telecamere subacquee per le squalifiche. La proposta era nata dopo che a Londra diversi ranisti avevano dato alcune gambate subacquee a delfino, sfruttando il fatto che non fossero visibili ai giudici per via della schiuma sollevata degli atleti che si tuffavano. Lo stesso Cameron Van der Burgh ha ammesso di aver “barato” nella sua fase iniziale di spinta, prima di andare a vincere l’oro col record mondiale di 58”46. Negli Stati Uniti, dove da anni è stato testato con successo l’uso in questo senso delle subacquee, la bocciatura non è stata gradita da molti. Tuttavia, c’è ancora la possibilità che a luglio Il congresso tecnico Fina ribalti totalmente la decisione.
 
moscarella@swimbiz.it

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