Fine dei Giochi

Copyright foto: bbc

Di politica ce n’è stata tanta, forse troppa. Una tifosa scozzese è stata persino allontanata dagli spalti, perché in possesso di un Saltire, la bandiera scozzese, ornato da un vistoso Yes. Il riferimento, ovviamente, è al referendum sull’indipendenza degli ‘Scotsmen’. Nessun messaggio politico, avevano chiesto gli organizzatori dei Giochi del Commonwealth di Glasgow. Detto fatto: Dan Wallace che tra kilt (foto), Braveheart e dichiarazioni a mezzo stampa dà ampio sostegno alla causa. L’Inghilterra risponde con…Proud to be british: Ben Proud oro nello sprint a stile (21”92) davanti alle maestà australiane McEvoy e Magnussen; Australia sbertucciata dagli inglesi anche nella 4X100 misti uomini (3’31”51). Aussies in fuga prima ancora della cerimonia di chiusura, tra le lamentele degli atleti: nessun attapiramento da medagliere – anzi da record nazionale con 57 medaglie (19 ori) – ma precauzione contro la ‘toxic culture’ di lodinese memoria, tra alcol e Stilnox. Medaglia al merito spetterebbe al veterano Roland Schoeman. A 34 anni, con un oro olimpico e tre mondiali sul groppone, non avrebbe nulla da dimostrare; invece, 6° nella finale 50 stile libero (22”36) twitta “Le mie scuse al Sudafrica e alla Nazionale per non aver raggiunto il risultato per il quale mi sono così duramente allenato”. Responsabilità e sensibilità, giù il cappello.
 
moscarella@swimbiz.it

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