Il Mondo Acquatico di Patrizia: The Italians Dreams in riva al Lupa Lake

«Se è un sogno non svegliatemi» dice Mimmo Acerenza appena riemerso dal Lupa Lake di Budapest. E non svegliate neanche noi. No, non svegliateci. Fateci sguazzare sotto il cielo di un’estate italiana che luccica di un meraviglioso oro e di uno straordinario argento. Vogliamo viverla così quest’avventura: con il cuore in gola e ogni giorno che ci regala un’avventura in più. Guardateli. Guardate che belli Gregorio e Mimmo che sorridono e si abbracciano, fratelli d’acqua, dentro la vasca e dentro al mare. Dentro alla vita, soprattutto. Perché quando condividi la quotidianità della fatica, è inevitabile ritrovarsi nella vasca di un’amicizia vera. Si lavora insieme, si mangia insieme, si scherza insieme. Si soffre, insieme, per quel sogno che comincia da bambino e che ti porta sempre più lontano. Non è una favola questa doppietta azzurra. È la dimostrazione che se ci credi sempre i risultati arrivano. Che una mononucleosi puà spingerti al largo, ma l’importante è saper tornare a riva. Che 800 metri si possono sbagliare, ma si puà vincere un oro mondiale anche partendo dalla prima corsia.
Il nuoto è sacrificio, impegno, allenamento, tanto allenamento, ma è anche pazienza. È capacità religiosa di resistere a volumi impressionanti di chilometri giornalieri, è carico perenne, è resistenza ad ogni avversità. Ma è anche strategia, come ha sottolineato Paltrinieri. Perché non basta fare il compitino, occorre saper essere squadra. Gregorio, il condottiero; Mimmo, il fido scudiero, il gregario di lusso che gli guarda le spalle (larghe) ogni giorno. Sempre lì in scia a buttare il sangue e anche l’anima. E poi fuori dall’acqua lo stratega: Fabrizio Antonelli, l’allenatore dell’anno 2021. Il giovane tecnico che – sì, è vero – si è trovato buttato in una Ferrari, ma non ha avuto paura di guidarla. Perché può essere più facile mettersi al volante di un’auto di lusso, ma a folle velocità si rischia di sbandare. Lui invece ha conservato l’umiltà di chi insieme ai suoi ragazzi ha voluto innanzitutto crescere. Non li guarda dall’alto in basso fuori dal bordo vasca, si inginocchia accanto a loro per ascoltarli meglio. La mamma Valeria lo ha buttato in piscina che aveva 4 anni e lui non ha mai smesso di spostare l’acqua con passione e determinazione. Mai fermo, prima da atleta e oggi da tecnico. Tanto composto e posato in allenamento e nel warm up, quanto pazzamente “fuori controllo” durante la gara. Ma le sue esultanze incontenibili sono quelle che ormai tutti aspettiamo (e vogliamo). Guardiamo Paltrinieri e i suoi che in acqua vanno a vincere e allo stesso tempo teniamo gli occhi fissi su di lui a bordo vasca e a bordo spiaggia. Perché in quelle esultanze scomposte, genuine, vere, ciascuno di noi si ritrova e si sente libero di lasciarsi andare alle emozioni, autorizzato a impazzire. Senza frontiere e con il cuore in gola. Sotto il cielo di un’estate che è sempre più italiana.

Patrizia Nettis per Swimbiz

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