Il nuoto sincronizzato, dietro le quinte

Copyright foto: michael sohn

Sport e spettacolo, medaglie e fashion. Ma come ogni disciplina, il nuoto sincronizzato è fatto anche di logistica, gestione, promozione. L’ex sincronetta Barbara Piccioni è oggi Direttore Tecnico dei centri Heaven di Roma e coordina il lavoro dei settori acquatici “Agonistica, pallanuoto e synchro propaganda che, seppur più semplice a livello logistico, comporta un grande lavoro d’incastro di orari con gli altri settori” spiega a Swimbiz.it. “Il nuoto sincronizzato ha costi rilevanti: intorno ai 1000 euro l’anno per le iscritte – inoltre – preferiamo lavorare con le bambine perché alle agoniste servono spazi acqua più grandi e perché oggi sono in poche a  voler affrontare quei sacrifici”. I numeri “Non superano la cinquantina per impianto. Molte preferiscono ginnastica artistica o ritmica per i costi minori e per l’appoggio alla scuola – d’altra parte, un percorso sempre più specializzato – rischia di chiudere le porte alla gare maggiori. Per questo il settore propaganda si è triplicato fino ai 1700 partecipanti di quest’anno a Civitavecchia e le gare si sono raddoppiate”. Non è l’unica novità “Non solo il duo misto, in cui peraltro l’Italia è certamente da podio, ma anche allenatori, preparatori, coreografi maschili testimoniano come ormai il synchro sia ormai uno ambient più eterogeneo”. A livello di promozione “Programma e periodi di gara potrebbero migliorare – ma il lato spettacolare del nuoto sincronizzato aiuta – entrambi i film italiani in concorso al Festival del Cinema di Berlino(leggi qui), Cloro e Vergine Giurata, trattavano di synchro. E show come il cirque du soleil hanno trasformato in star alcune atlete, ma l’Italia deve ancora trovare la sua stella”.
 
moscarella@swimbiz.it

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