Il nuoto, uno sport ancora all’età della pietra

Copyright foto: giorgio gatta

Se la più grande risorsa di questo secolo sono le informazioni, il nuoto non fa eccezione. Non è inconsueto, all’Università degli Studi di Bologna, vedere nuotatori trasformati in “cyborg” per analisi di vario genere. Oggi toccava a Marco Orsi, ‘padrone di casa’, Govorov e Jasper Van Mierlo, neoarrivato in Adn.“Il nuoto è ancora all’età della pietra: ha un’evoluzione violentissima, con record su record e in futuro continueranno a cadere“ spiega a Swimbiz Giorgio Gatta, docente universitario di scienza degli sport natatori e consulente Arena. E, proseguendo nell’analogia con la storia, paragona l’avvento dei super costumi “Al passaggio dal Medioevo al Rinascimento. La biomeccanica in acqua è ancora tutta da scoprire e mi aspetto un aumento continuo delle conoscenze”. Addirittura, nel mondo scientifico “Ancora non esiste un metodo riconosciuto per misurare la resistenza attiva del nuotatore, paragonabile al drag (resistenza aerodinamica) della Formula 1 – un dato che sarebbe utilissimo per un allenatore - che, in fondo, ha solo il cronometro per valutare il proprio lavoro, senza poter verificare come siano cambiati i singoli elementi”. Un’evoluzione continua, con qualche punta "Tra tanti che mi è capitato di testare, mi stupì soprattutto Therese Alshammar - la 'supermamma' - ha caratteristiche antropometriche eccezionali". In attesa che l’essere umano diventi a tutti gli effetti “Un animale acquatico”.
moscarella@swimbiz.it

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