Il ruolo di un padre, il futuro di una campionessa

Copyright foto: deepbluemedia

Un po’ di relax all’isola d’Elba, un momento per staccare prima dell’intensa stagione olimpica. E il tempo di leggere un buon libro, come Open “La biografia di Andre Agassi. M’incuriosiva e sto finendo di leggerlo” racconta a Swimbiz.it Giorgio Cagnotto, Ct dell’Italtuffi. La storia di un grande tennista, ma anche di un rapporto difficile col padre allenatore. Qualcosa a cui i tuffi, specie in Italia, sembrano fortunatamente immuni “E’ vero, se penso a me e Tania, Domenico Rinaldi e Tommaso, Ibolya Nagy e Noemi Batki… non sono mai storie di figli ‘contro’. Certo, noi veniamo da una soddisfacente carriera agonistica. Mentre il padre di Agassi, attraverso il figlio, cercava soprattutto un riscatto sociale – ma forse gli anticorpi stanno – nel nostro rispetto per gli atleti, sappiamo che questo sport non concede mezze misure: la macchina deve sempre essere perfetta. Quando Tania era piccola, io e sua madre provammo a farle fare altre cose, ad evitarle uno stress”. E rispetta la scelta della figlia Tania di ritirarsi dopo le Olimpiadi di Rio 2016 “Il consiglio che dò agli atleti è prepararsi prima a quel momento – senza paura di esplorare anche mondi al di fuori del proprio sport - l’importante è capire quand’è il momento di smettere, chiudendo all’apice e non nel declino. Non va visto come un dramma: non siamo eterni come esseri umani, figurarsi come atleti”. In una tavola rotonda alla sede del Corriere dello Sport, Tania ha dichiarato di non cercare un futuro da allenatrice di alto livello “E’ normale, in questo momento non vede l’ora di chiudere. Lei ha vissuto questo sport in modo anche più intenso rispetto ai miei tempi – ma mai dire mai – dopo un periodo in cui staccherà, sono certo che tornerà a un ambiente al quale ha dato e dal quale ha ricevuto tanto. Ha anche detto che vorrebbe trasmettere la sua esperienza ai bambini, metti che ne trovi uno che le dia soddisfazioni...”. Ricordando sempre che “Anche il grande atleta deve capire se è portato per fare l’allenatore. Quando mi ritirai nell’80, mi feci le ossa tra società e raduni, prima di stabilirmi nel ’90 a Bolzano”.
 
moscarella@swimbiz.it

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