Incoscienti giovani? Assolutamente no, il nuoto italiano alza l’asticella verso il futuro

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La chiusura dei Campionati Assoluti primaverili in quel di Riccione porta a diverse considerazioni, per la prima parto dalle parole del Presidente Paolo Barelli, politico di lunga esperienza ma soprattutto uomo di sport navigato: "E' stato un bel campionato italiano in cui sono saliti alla ribalta tanti giovani, ma anche i big non demordono", tradotto: il nuoto italiano è in continua evoluzione, il ricambio generazionale è costante e la crescita dei giovani atleti è figlia dell'emulazione dei grandi campioni in attività, che stimolano le nuove leve a fare sempre meglio. Non c'è più quel timore reverenziale di gareggiare di fianco ad un mostro sacro come Gregorio Paltrinieri, quando, al ritorno in una gara in piscina dopo molto tempo, lo si sfida apertamente sulla sua distanza preferita, i 1500 stile libero. E vederlo battagliare e sprintare nell'ultimo cinquanta, toccando con la mano per primo la piastra, con un sorriso "splendente" per l'impresa, ti rendi conto che il nuoto italiano "sta bene".

Il risultato finale? Ce lo dice sempre il Presidentissimo Barelli" Agli Europei presenteremo una nazionale che sarà un bel mix: come sempre non deluderemo le aspettative.. Il lavoro delle società è ovviamente encomiabile e fondamentale.  A ciò si aggiungono i centri federali che sono importanti sia per assicurare attività dove ci sono pochi spazi d'acqua sia per crescere gli atleti d'interesse nazionale. Paltrinieri nasce agonisticamente al centro federale di Ostia, dove ancora si allena: a Roma ha conseguito la licenza liceale e preso la patente, diventando un campione e un uomo. Ciò spiega l'importanza e l'impatto dei centri federali".

La seconda considerazione è sulla stagione agonistica, tutta proiettata innanzitutto verso gli Europei di Parigi la prossima estate, con una trentina di atleti già qualificati grazie alle vittorie individuali in questi Assoluti ed ai tempi limite superati per chi si è accodato al vincitore, ma sarà possibile integrare ancora a giugno, con il classico Settecolli di Roma, con la possibilità di portare fino a quattro atleti per gara all'ombra della Torre Eiffel, inoltre ci sarà da costruire anche la squadra che porterà i colori Azzurri ai Giochi del Mediterraneo, che andranno in scena in Puglia, a Taranto, nel nuovo scintillante impianto natatorio che sta sorgendo in località Torre D'Ayala, che, da pugliese doc, spero che diventi il nuovo Centro Federale in una regione che sforna talenti a ritmo serrato ma che vede gli stessi disperdersi tra le altre regioni per la atavica carenza di impianti natatori di livello.

Come ha affermato in mixed zone il DT Cesare Butini "Questa è la  stagione in cui possiamo sperimentare; poi dal 2027 dovremmo serrare le fila e organizzare tutto in chiave Olimpiadi 2028: quindi preparazione, collegiali e competizioni per essere pronti al grande appuntamento" e molti degli atleti che in questa settimana di gare si sono presentati ai blocchi di partenza non erano tutti al meglio, in primis Thomas Ceccon, alla ricerca del suo equilibrio interno, in un momento in cui, dopo il periodo australiano, deve guardare se stesso proiettato verso Parigi con fare positivo. Thomas è un atleta di livello internazionale e ha bisogno di confrontarsi con avversari alla sua altezza, cosa che in Italia non ha, non ha la fortuna di un Martinenghi che ha trovato in Cerasuolo e Viberti gli stimoli per essere ancora un grande protagonista della rana mondiale, praticamente in casa. O come la Pilato, che negli ultimi anni ha avuto il confronto costante perfetto per la sua crescita, con Martina Carraro e Arianna castiglioni prima, e con Lisa Angiolini e Anita Bottazzo oggi. Per Benedetta i cambi di "casa" e di allenatore le sono serviti probabilmente per trovare un equilibrio interno che, lasciando Taranto e Vito D'Onghia, non ha ancora trovato, e passare da Satta a Nozzolillo è come fare un ritorno in famiglia, visto che proprio con Mirko ha passato diverse estati di preparazione a Roma quando passò all'Aniene e dalla Puglia si recava a Roma per allenarsi in vasca lunga.

Poi i giovani, incoscienti giovani, come canta Achille Lauro, hanno alzato decisamente l'asticella verso l'alto, un asticella che si è alzata nel tempo grazie alla grandissima qualità dei tecnici presenti su tutto il territorio nazionale, che spingono molto più di prima sulla tecnica e sulla ricerca delle peculiarità dei propri atleti, indirizzandoli a sperimentare tutti gli stili prima di potersi dedicare a quello più congeniale.

Ci sono state sicuramente alcune gare in cui ci si aspettava di più, ma in alcune, vedi la farfalla ed il dorso femminile, e di conseguenza i misti, paghiamo una carenza su cui, in vista delle Olimpiadi di Los Angeles 2028, si sta lavorando, ma i tempi ci sono e dobbiamo essere fiduciosi, e noi lo siamo sicuramente.

Al Settecolli avremo le idee più chiarene non resteremo delusi...

 

palazzo@swimbiz.it

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