La farfalla ed il suo guru: la premiata ditta Di Liddo & Girardi

Copyright foto: Photo CloroaColori

 

Quando Alberto Castagnetti morì improvvisamente, la sua Federica Pellegrini disse: «Alberto era la mia anima gemella sportiva». Nel rapporto tra tecnico e atleta si creano sinergie che sono impossibili da esprimere a parole. Un legame talmente stretto e intenso che non si può descrivere. In Puglia, dalle parti di Giovinazzo «nuota» un rapporto particolare, simile a quello che c’era fra la Divina e Castegnetti. Lei, l’atleta, è Elena Di Liddo, 27enne di Bisceglie che punta a un posto a Tokyo nei 100 farfalla. Lui, l’allenatore, è Raffaele Girardi, 72enne di Gioia del Colle, decano di tutti i tecnici di Puglia, oltre 40 anni di vita a bordo vasca. Girardi e Di Liddo sono nella stessa corsia di vita da 15 anni. Raffaele ha pescato Elena quando era ancora un pesciolino e l’ha trasformata nel delfino italiano tra i più forti. Sono insieme da 12 anni. Padre e figlia. Un rapporto tormentato a volte, fatto di litigi continui, battibecchi quotidiani dentro e fuori la piscina. Lui che urla da fuori, lei che lo contesta dall’acqua ad ogni serie, ma sono inseparabili. «Quando l’ho conosciuto era molto autoritario e i ragazzini avevano paura di lui – confida Elena – con il passare degli anni si è addolcito. Abbiamo spesso screzi sugli allenamenti, ma nonostante i bisticci siamo una bella coppia. Condivisione e confronto sono le parole chiave». E il tecnico ribatte: «Litighiamo spesso, è vero, ma ormai ci conosciamo a memoria». Anche per restare con lui Di Liddo ha scelto ha di nuotare a casa, in Puglia, grazie al sostegno del Circolo Canottieri Aniene. Di Raffaele Girardi, Gianni Nagni, numero uno della sezione del nuoto del club più blasonato d’Italia, dice: «è una persona con un buonsenso che fa spavento». Ha formato generazioni di atleti e tecnici, il successo attuale della preparazione degli allenatori pugliesi è passato anche per le sue mani.
Scaramantico fino al midollo, Girardi non parla mai dei risultati e soprattutto non vuole nominare il futuro. Parla poco con i giornalisti, non ama le luci della ribalta, adora i Dire Straits, in particolare Mark Knoplfer. «Essere, non apparire», è il suo motto. Concretezza, innanzitutto. Quando Di Liddo ha vinto il bronzo agli Europei di Glasgow nel 2018, si è commosso come mai. Non riusciva a trattenere le lacrime per la sua Elena. La sua anima gemella della vasca, appunto. Perché per ogni atleta c’è un solo vero allenatore nella vita, sostiene Philippe Lucas. In fondo è proprio così: quando hai avuto l’ottimo non puoi accontentarti del buono.

 

Patrizia Nettis per Swimbiz.it

 

Colpito dalle parole di Patrizia Nettis, Luis Alberto Laera, ha voluto lasciare un messaggio di stima per il suo "vecchio maestro" Raffaele Girardi.

 

Luis Laera italo-argentino, pugliese di adozione è stato protagonista del nuoto azzurro tra gli anni 90 e 2000, nazionale italiano, specialista dal delfino al dorso, vanta partecipazioni a ben cinque campionati europei (Sheffield ’93, Vienna ‘95, Siviglia ’97, Helsinki 2000, Berlino 2002) e al Mondiale di Roma nel 1994. Dopo il suo ritiro da agonista ha traslato la sua passione per la piscina diventando manager di successo con la sua azienda di costumi Vadox.

 

Raffaele Girardi ed Elena Di Liddo, piscina Cus Bari
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