La festa d’addio al nuoto di Kitajima, il campione della semplicità

Le sagome "intervistate" dalla tv giapponese ai Mondiali 2013
Le sagome "intervistate" dalla tv giapponese ai Mondiali 2013

Ai Trials olimpici di quest’anno, con 59”62 nei 100 m rana sfiorò, senza pareggiarlo, il tempo limite per volare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Uscito dalla vasca, Kosuke Kitajma non accennò minimamente alla richiesta di essere convocato comunque, ma anzi salutò il pubblico con un inchino. “E’ un’usanza, peraltro molto civile che hanno i giapponesi” spiega Christian Zicche, Direttore di Swimbiz.it. Quella sera, Kitajima scrisse sul suo account Twitter, non per sfogarsi, ma anzi per ringraziare i tifosi che l’hanno sempre sostenuto, persino scusandosi con loro per non aver raggiunto l’obiettivo olimpico. Annunciò il ritiro, dopo aver vinto (tra le altre medaglie) tre ori mondiali,  centrato la doppietta olimpica 100-200 rana ad Atene 2004 – prima di lui solo l’azzurro Domenico Fioravanti, a Sidney 2000, ci era riuscito – e ancora double a Pechino 2008, davanti al pubblico cinese proprio nel periodo in cui i rapporti tra i due Paesi ricominciavano a incrinarsi. Le sue performances hanno acceso la creatività dei già estrosi telecronisti giapponesi: ai Mondiali di Barcellona 2013, idearono le interviste alla sagome cartonate del ranista e di altri nazionali del Sol Levante, i tempi stagionali appesi al ‘petto’.

 

Kitajima e la "reunion" con la 4x100 mista d'argento di Londra 2012
Kitajima e la "reunion" con la 4x100 mista d'argento di Londra 2012

Settimana scorsa. Kitajima ha anche presenziato ai Japan Open, tenendo un discorso alla nazionale nipponica –  giovane e ‘tarata’ sulle Olimpiadi di Tokyo 2020 – che parteciperà ai Giochi di Rio. E lunedì, il suo ritiro dal nuoto è stato onorato con una grande festa, le cui immagini sono rimbalzate via social fino a Globoesporte in Brasile: le sue medaglie messe in mostra; la presenza del Presidente della Federnuoto nipponica, del Presidente del Comitato Olimpico giapponese e del Ministro dello Sport; la reunion della staffetta 4x100 mista con Ryosuke Irie, Takeshi Matsuda e Takuro Fujii che li vide conquistare l’argento olimpico a Londra 2012.“Durante un Mondiale, capitò per caso che fossimo vicini di stanza in albergo – prosegue Zicche – gli chiesi un’intervista e accettò di buon grado. Mi è sempre piaciuto perché ha vinto pur non essendo un colosso, ma un ‘normale’, alto neanche 1.80 m. Così com’è normale, semplice, anche nel suo modo di porsi. E questo, nonostante un successo clamoroso. Un vero Rosolino giapponese che ha fatto impazzire il suo Paese per il nuoto. Il numero di praticanti nipponici, dal 2.8% della popolazione nel 1999, è schizzato al 35% lo scorso anno(leggi qui). Sponsor, apparizioni televisive, film, persino manga a tema natatorio si sono moltiplicati. Più delle medaglie, questo è il più grande lascito che lascia a fine carriera Kosuke Kitajma, il campione della semplicità.

moscarella@swimbiz.it

 

 

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