La strategia di Atkinson

Gli Inglesi ci hanno abituato da anni a orde di allenatori stranieri che vengono nel loro Paese a insegnare calcio. In questo caso è invece un britannico, John Atkinson, a sbarcare in Canada con un solo obiettivo: portare la foglia d’acero tra le prime otto medagliate del nuoto a Rio 2016. La parola d’ordine è comunicazione “Non ha senso assegnare ora a ogni atleta le medaglie da vincere a Rio – spiega Atkinson – Per ora la priorità è discutere con gli allenatori sul metodo migliore per migliorare le prestazioni”. A titolo di esempio, racconta di quando il principe Henry d’Inghilterra fece visita alla squadra paralimpica, che sotto la guida di Atkinson ha vinto 39 medaglie “Si è fermato a parlare con tutti: atleti, allenatori e staff. E’ stato decisivo nel farci sentire una squadra, perché solo lavorando di squadra potremo raggiungere i nostri obiettivi”. Per lo stesso motivo, collaborerà con l’allenatore della nazionale giovanile Ken McKinnon che ha dichiarato “Il suo lavoro con gli allenatori ha sempre dato risultati positivi. Ho intenzione di lavorare a stretto contatto con lui per accrescere il livello del nuoto canadese”. Parlare con la squadra, mantenere i contatti con gli altri allenatori, coinvolgere ogni elemento; ormai si può parlare di una filosofia anglo-canadese, visto il tipo di lavoro molto simile svolto da Ben Titley, altro britannico prestato al Nordamerica.
 
moscarella@swimbiz.it

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