Marconi in linea con Bertone, quale futuro per i tuffi?

Copyright foto: la gazzetta dello sport

“Ora non si ascolta più chi ha creato tutto questo, ma chi magari ha fatto altro e non sport vero. Non ne capisco il motivo, ma questo è ciò che accade in questo momento” è un passaggio particolarmente intenso dell’intervista rilasciata ieri da Nicola Marconi, ex tuffatore Azzurro e oggi tecnico, a Federico Pasquali per la sezione Roma de La Gazzetta dello Sport. “Basterebbe confrontare i risultati degli ultimi cinque anni con quelli del quinquennio precedente per capire che qualcosa non va” aggiunge, anche se, contattato telefonicamente da Swimbiz, precisa “Mi riferivo ai risultati maschili. In generale, non penso di essere stato ‘duro’ nell’intervista: ho espresso un’opinione che, spero, sia di sprone a migliorare. Se dico certe cose, è perché vedo che non si riesce a lavorare bene come un tempo. Tecnici e atleti”. Per Marconi, riporta la Rosa “Finora i pochi corsi lacunosi hanno creato istruttori e allenatori poco preparati – e aggiunge – se c’è una regola, un criterio di valutazione, va rispettato in primis da chi l’ha stabilito”. Max Mazzucchi, ex Azzurro e talent Swimbiz per i tuffi, nota “Dei punti in comune tra la recente intervista di Swimbiz a Oscar Bertone e quanto letto oggi sulla Gazzetta: una difficile prospettiva per quei giovani che dovranno succedere a Tania, Francesca, Maria e tutti gli altri e c'è da lavorare tanto – ma aggiunge – è normale, sono cicli, come fu dopo Klaus e Giorgio. Se ora le cose si complicano, è perché sarà difficile ripetere gli alti standard mantenuti negli ultimi 5 anni”.
 
moscarella@swimbiz.it
 

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