Minisini. Oggi l’America, domani…

Copyright foto: eleonora cordeschi-swimbiz

Ci metti un po’ ad abituarti a Las Vegas. E’ tutto immenso, per ‘riempire’ il deserto. Strade, supermercati “Persino il cibo – racconta a Swimbiz Giorgio Minisini – abbiamo trovato anche alimenti di qualità. Terminata la gara, ci siamo ‘sfogati’ con cibo americano”. Sabato scorso, l’unico agonista al maschile del synchro italiano conquistava agli Open americani la prima medaglia internazionale: bronzo nel combinato tra esercizio tecnico e libero. Ma, in un’esperienza on the road, è il viaggio che conta: gli allenamenti con l’immortale Bill May “Un dettaglio alla volta, si fa sempre capire, perché tende a gesticolare. Mi ha invitato a tornare quando vorrò” e con Maurizia Cecconi. Unica italiana nel Cirque du Soleil, staccava dallo show all’una, per andare a seguirlo alle 8 del mattino. Ne è valsa la pena: punteggi alti e complimenti da olimpioniche e tecnici, da Jojo Carrier a Lolli Montico. Quando Minisini era più giovane, in Inghilterra Lolli lo fece esibire (non poteva gareggiare) davanti al pubblico, strappando applausi. Il sogno resta vincere con la Nazionale, ma oltreconfine gli ostacoli non mancano, nonostante il regolamento Fina non parli di ragazze, ma di competitors. Non dimostrerebbe coraggio, l’Italia, se sfidasse i pregiudizi portando un elemento maschile a un grande evento? “Si tende spesso a parlar male dell’Italia, anche da parte degli italiani stessi. Sarebbe bello poterne sottolineare un aspetto positivo, unico a livello mondiale”. Posto che, ovviamente, Minisini si dimostri degno della Nazionale “Prima devo fare risultati. Poi, se fossi chiamato, sarei felicissimo: amo gareggiare, specie all’estero, per avere altri punti di vista”.
 
moscarella@swimbiz.it
 
 

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