Mondiali Singapore 2025: L’acqua “argentina” brilla per l’Italnuoto, caldo e umidità non fermano gli Azzurri Paltrinieri e Taddeucci

Copyright foto: deepbluemedia per federnuoto

Un Mondiale in acque libere partito male e gestito peggio ma che ha protagonisti ancora una volta gli Azzurri di Stefano Rubaudo che sul podio di Singapore ci salgono con due medaglie d'argento. Grazie ad un infinito Gregorio Paltrinieri, non esistono più aggettivi per definirlo, ed ad una tenacissima Ginevra Taddeucci, la 10 km nelle torbide, bollenti, non balneabili - per due giorni e poi miracolosamente eccellenti - acque di Palawan Beach, parla ancora una volta italiano in una infinita tradizione che parte da Perth 1998 con l'oro a squadre della 25 km con Claudio Gargaro, Fabrizio Pescatori, Valeria Casprini fino ad arrivare ad oggi con un totale di 47 medaglie iridate che di fatto consegnano la nostra bell'Italia nella Hall Of Fame dell'Open Water.

"Dopo i disagi patiti con le Olimpiadi trovo assurdo che si ripetano certi errori un anno dopo" queste le prime parole della Taddeucci che a Parigi, nelle acque di una Senna divenuta balneabile a suon di milioni di euro, ha vinto il bronzo olimpico lo scorso anno "E' stata irrispettosa nei confronti degli atleti - continua Ginevra -  Solo poche ore prima della gara la World Aquatics scopre problemi sulla qualità dell'acqua e l'annulla a mezzanotte evidenzia ampie falle organizzative. A breve sarà riformato il comitato degli atleti e spero che cambino parecchie cose nella gestione degli eventi di fondo. Così non si può andare avanti".

Ma anche il Capitano Super Greg non le manda a dire : "Era una gara difficilissima, io preferisco il caldo al freddo, ma questo era troppo. Secondo me abbiamo nuotato ai limiti dei 31°C, ma c'è un pezzo dove l'acqua è più ferma e sembravano 35°C .La dieci chilometri è una gara complicata perché c'è sempre un momento in cui cominci a testarti, a dubitare. Ci sono momenti in cui ti senti un dio e momenti in cui patisci. Quindi nuotarla in condizioni estreme è davvero complicato, c'è voluta tutta la mia esperienza. Anche per gestire bene il caos della vigilia. Siamo tutti abbastanza scossi da questa gestione. Mi aspetto un'organizzazione migliore da parte di World Aquatics. Ieri sera siamo andati a letto non sapendo se oggi avremmo gareggiato. Io ci sono passato sopra, ho dormito. Però chiaramente vai a letto con un'insicurezza che non si addice a un campionato del mondo".

 

Insomma anche tra mille difficoltà lo spirito combattivo e la grande esperienza viene a galla, e vedere i due campioni italiani gareggiare con un'intelligenza tattica di altissimo livello, riconcilia il tutto, e noi, spettatori lontani 10.000 km al fresco dei nostri condizionatori, non possiamo che essere felici di cotanta impresa, in attesa della 5 km, della sprint e della staffetta.

 

palazzo@swimbiz.it

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