Come da tradizione, i Trials italiani di aprile danno ufficialmente il via alla stagione in vasca lunga, con uno sguardo già rivolto ai grandi appuntamenti internazionali. Un banco di prova fondamentale, che ogni anno conferma i protagonisti più attesi ma lascia spazio anche a nuove e interessanti sorprese.
In palio non c’è soltanto il titolo nazionale: chi conquista l’oro stacca automaticamente il pass per gli Europei di Parigi, in programma dal 10 al 16 agosto. Una qualificazione diretta che rappresenta il traguardo più ambito, mentre una seconda possibilità è riservata a chi riesce a nuotare sotto i tempi limite fissati dalla Federnuoto.
Tra le certezze, spicca ancora una volta Michele Lamberti, capace di imporsi nei 50 dorso firmando anche il record italiano, confermando il suo momento di forma e la sua leadership nella specialità. Nessuna sorpresa negli 800 stile libero femminili, dominati da Simona Quadarella, sempre padrona della distanza, così come resta una garanzia Leonardo Deplano nei 50 stile libero, sinonimo di continuità ad alti livelli.
Le emozioni più forti arrivano però dalle gare meno scontate. Nei 400 stile libero è Davide Marchello a prendersi la scena, superando un Marco De Tullio apparso ancora una volta in bilico tra grandi potenzialità e risultati altalenanti. Nei 100 rana femminili, invece, è la toscana Lisa Angiolini a sorprendere tutti, resistendo al ritorno di Benedetta Pilato, avanti fino agli 80 metri ma forse più concentrata sulla presenza alla sua destra dell’“americana” Bottazzo che sulla progressione dell’azzurra.
Applausi anche per Lorenzo Gargani nei 50 farfalla e per Giada Alzetta nei 400 misti, autori di prestazioni di rilievo, mentre ha impressionato la prima frazione della staffetta 4x100 stile libero nuotata da Sara Curtis: velocità e solidità che fanno ben sperare in chiave internazionale.
Resta però il dibattito sul sistema di qualificazione. Da sempre, l’idea di Trials in stile statunitense — una sola occasione per guadagnarsi la convocazione — affascina per meritocrazia e chiarezza. Un modello che permetterebbe agli atleti di arrivare pronti già ad aprile, garantendo poi circa 100 giorni di preparazione mirata verso un appuntamento cruciale come gli Europei.
In Italia, invece, bisognerà attendere il Settecolli e le scelte del direttore tecnico per completare la squadra, prolungando i tempi e lasciando ancora qualche incertezza. Un’attesa a cui ormai ci si è abituati, ma che continua a far discutere.
Da qui a domenica, però, tutto può ancora succedere. E la speranza è che sia ancora una volta l’acqua a parlare, magari regalando nuove conferme e qualche altra sorpresa
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