Alessandro, tutta la libertà in un tuffo

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
Tre infiniti secondi, sospeso sul mondo e sul cielo di una vita in libertà estrema.

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Tre secondi. Sembra un tempo da battito di ciglio, e in effetti lo è. Ma è anche un tempo infinito, al rallentatore. Come quando ogni posizione, ogni torsione, ogni apertura, ogni carpiatura, finanche una verticale tenuta perfetta e lenta a ventisette metri di altezza, raccoglie il mondo, il tuo mondo. È un infinito che si staglia nel panorama fantastico della città di Budapest che si riempie alle tue braccia, che ti accoglie e che ti invita a stupirla.

 

 

 

 

 

Un momento, senti il silenzio che solo il fruscio del vento stacca dalla tua testa. Che già riepiloga tutto dopo centocinquanta lunghi gradini che ti portano in una dimensione pazzesca fatta di adrenalina pura. Alessandro ha azzerato tutto, pensieri e un attimo il respiro. Ha caricato i suoi muscoli, li ha compressi e preparati a quell’attimo lunghissimo di libertà. Poi come una Rosa di prima mattina è sbocciato, ha aperto il volo. Flash back di una vita che si riassume tutta in un tuffo, che più che altro è un volo con te stesso. Quella lacrima sul podio è un bronzo indelebile che ha liberato tutta la sua anima. Bravo Alessandro De Rose.

 

 

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