Anthony Ervin & co si finanzieranno tramite raccolta fondi (di nuovo)

Anthony Ervin

Copyright foto: Ap photo

Ben conosciuta in vasca, la storia di Anthony Ervin a Rio 2016 ha emozionato e attratto anche i media generalisti dell’Italia e del mondo. Scorgendo, forse, il senso di spirito olimpico in un oro vinto a 35 anni, da un tatuatissimo ragazzo bianco e buddista che racchiude un’infinità di minoranze – estrazione ebraica, origini afroamericana e nativo-americana per parte paterna, europea dal lato della madre – e rinato, dopo un passato tra sindrome di tourette e un’esistenza rock tra musica, droga e tentati suicidi. Anche perché, nessuno gli ha regalato niente. Sul finire del 2012, per pagarsi allenamenti e trasferte in Coppa del Mondo(leggi qui), Ervin lanciò una campagna di crowdfunding – raccolta fondi via web – attraverso un video che finì anche sulla nota rivista Rolling Stones:

 

 

Ora è la sua stessa squadra, il team d’élite SwimMac di Charlotte, a cercare l’autosufficienza economica attraverso il crowdfunding. $ 1 milione, la cifra a cui il team punta per finanziare la preparazione dell’intero quadriennio olimpico che si concluderà a Tokyo 2020. La raccolta fondi via web è un metodo molto usato negli Stati Uniti - piccole produzioni cinematografiche o musicali, iniziative per la salvaguardia del patrimonio culturale o ambientale ecc. - quando mancano sponsor o grandi finanziatori.

 

 

moscarella@swimbiz.it

 

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