Argenteria d’Italia

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
Quota da brividi per il medagliere azzurro, una cavalcata (acquatica) senza fine. E non è finita qui…

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Arriva al blocco come uno Zorro qualsiasi il Matteo della parabola a dorso. Scarponcini country un po' atipici per l’ambiente, occhialini scuri e cappuccio nero, con il baffetto sparviero a mascherare il Don Diego de la Vega che presto si illuminerà in duecento metri a faccia in su. Il dorso di Matteo Restivo è splendido, ritmato senza eccesso di foga ma con tanta fatica dal sugherino perfetto che è, alla faccia di chi dice scostumato che i più o meno dimensionati sotto il metro e settantacinque arrancano con fatica. Contro la tirannia dei giganti, il Restivo studente di medicina ci mette la classe.

Zac, le dimensioni contano, nel cervello di più e il bronzo arriva lesto come un colpo di spada sulla piastra. La spada, appunto. Se la ordini di pomeriggio come menu dell’Argenteria d’Italia ti viene servito un cinquanta (rana) allo Scozzo. Che vola in un attimo che nemmeno te ne accorgi: Fabio costruisce d’argento la candelina per dire a trent’anni sono quasi più fresco di una rosa, lasciando da parte quella d’Inghilterra perché Peaty in questo momento è un piatto insuperabile. Insuperabile, come avrà pensato solo per un momento Paltrinieri silver (argento) di quell’ucraino guastafeste che si trova ultimamente sempre tra le braccia. Romanchuk, la sfida, poi se ci metti anche il mal di pancia non bastava un imodium per pensare al già grande risultato. Chi si mangia le unghie – per finta per carità, visto quello che le avrà pagate - è Ilaria Cusinato nei misti che paiono una frittura all’ultimo decimo. La spunta all’oro la Hozzsu un po' appesantita, per un frangente fa la storia sua. L’esperienza conta, la classe della Cusi è però lì a sbocciare per il futuro ormai alle porte. Argento? Anche dai tuffi Noemi Batki risponde per l’argenteria di famiglia. Che Italia ragazzi.

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