Beatrice Adelizzi, la scienziata del nuoto sincronizzato

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Copyright foto: giorgio scala-deepbluemedia

Il suo nome è tornato spesso in questi giorni, lei unica medagliata mondiale nella storia del nuoto sincronizzato azzurro, prima del bronzo di Giorgio Minisini e Manila Flamini a Kazan(leggi qui). E ora, cosa fa Beatrice Adelizzi quando non nuota? “Ahimè, non nuoto quasi più. A gennaio ho iniziato il dottorato in ingegneria chimica all’università tecnica di Eindhoven – racconta a Swimbiz.it - faccio a tutti gli effetti la ricercatrice”. Ma dal synchro “Non si ‘guarisce’: vorrei trovare del tempo per allenare qui in Olanda”. Da Bea a Giorgio e Manila, l’Italia ancora sul podio mondiale “Conosco Manila da quand’eravamo ragazzine e se c'è una ragazza col carattere giusto per questo sport, è lei - a proposito di carattere - senza dubbio l'unico ragazzo in uno sport femminile, Giorgio, non può che avere carisma e grinta. Il synchro è sempre un po' chiuso a novità, non oso immaginare gli ostacoli che ha dovuto superare e le difficoltà che ha dovuto sopportare in questi anni”. Anzi, Beatrice confessa che “Quand’era ct Laura De Renzis, le proposi un doppio misto. Quando mi ritirai, dissi che avrei potuto ricominciare solo per il misto – e siamo solo all’inizio – ho grandi aspettative: vorrei vederlo a ogni competizione internazionale. Anzi, vorrei che ogni disciplina aprisse ai due sessi”. L’altro passo per aumentare la popolarità del synchro “E’ avere valutazioni sempre più oggettive e quantificabili. Ma ho fiducia nella Fina e già noto qualche fluttuazione(leggi qui)”. Infine, un consiglio a Linda Cerruti, sua erede come singolista della nazionale “Divertiti e senti ogni movimento come se fosse tuo e naturale. Io, purtroppo, lo capii fino in fondo solo a Roma 2009 – e fu medaglia – per quanto riguarda il synchro in Italia, è cresciuto dal punto di vista coreografico, acrobatico e artistico, ma vedo peggioramenti nella tecnica: estensione delle gambe e uso del corpo”. L’obiettivo è “identificare quale qualità allenare in base all'età, in modo da creare delle basi solide da bambine/i e poi crescere le altre a partire da queste – il consiglio - partire dall'estensione e dall'uso del corpo, addominali in particolar modo”.
 
moscarella@swimbiz.it

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