Call room

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
Cosa è la gara più veloce in acqua? Un tripudio mondiale di sensazioni in un batter di gambe e in un mulinello di braccia

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Cosa sono 50 metri nuotati a stile libero?  Sono call room, la camera di chiamata, quando ti siedi con tutti già pronti, agonisti “cattivi” in fila, fianco a te. E pensi a dove sei, in cuffia, senti l’adrenalina che sale, il fiato che si fa lungo e allarga la cassa toracica, ti cosparge di sensazioni mentre il pettorale già rosso da riscaldamento inizia a vibrare. Destro, sinistro, come una padella nelle mani di uno chef, come un pugile prima del ring, contrazioni che preparano al blocco là fuori, che si apre all’improvviso, che spalanca al boato della vasca.  Poi un tocco all’acqua, la prendi con la mano, o t’innaffi con la bottiglietta. Sensazioni che crescono, si espandono, che tieni dentro. Come uno sciatore lassù prima della libera, vedi e senti la pista, la immagini, la percorri. E’ un attimo, un momento che dura un’eternità. Che vorresti chiudere subito, sensazione di potenza ed equilibrio: ma è lotteria, in un vortice estremo di acqua bianca che sia apre improvvisamente dopo il beep che ti entra dentro. Volo plastico, tuffo, immersione rapida, silenzio improvviso, poi solo la violenza dell’acqua dentro le orecchie. Non guardi, non senti, non respiri. Apnea estrema, velocità massima. Una frazione di te, venti secondi o poco più, la mano che si schiaccia sulla piastra, ti volti e quasi quell’attimo di respiro è interrotto dall’onda di ritorno che ti richiude la bocca provocata da otto motoscafi. E come riesci a sentire, il boato si fa forte… domani è il giorno dell’Orsi, finalissima dei 50 metri stile libero.
 
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