Capitani coraggiosi

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
 Non è una questione da poco conto per l'Italnuoto maschile: chi sarà il prossimo capitano?

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Come deve essere un capitano di una squadra di nuoto, per di più azzurra? Domanda dalle molte sfaccettature, e certamente dopo Londra le cose si complicano di più visto che il capitano non era certo uno di poco conto, e tanto meno di notorietà, e rispondeva per giunta al nome epico di Re Magno.Quindi prima risposta selettiva: deve essere alto , bello , biondo e con gli occhi azzurri?Non è una questione di fisico,certo è una battuta, anche perché tra i nuotatori il fisico non è discriminante e i galloni si conquistano sul campo, anzi in acqua, come prassi di tutte le squadre. Risultati, anzianità e carisma sembrerebbero i valori più ricercati dal gruppo – maschi azzurri nel caso- un  po’ a suo modo orfano del supremo rappresentante. E’ semplice la questione in direzione Istanbul mondiale: un tempo si definiva capitano senza troppo passaparola con la stampa, adesso la situazione è diversa. Occorre rifare “spogliatoio”, sentirsi uniti anche nella singolarità agonistica. Ma la questione si complica, perché il mai “deposto” SuperPippo ritornerà a Istanbul e occorre capire il “che fare?”. Promontorio della sparanza per il gruppo di Cesare Butini, che è bastato si portasse in Rai un gran Fabio Scozzoli per incominciare a solleticare noi giornalisti sull’argomento. Se lo porta con sé , può essere un segnale. In effetti Scozzoli avrebbe tutti requisiti da buon fratello maggiore:pacato, si esprime bene con la stampa(nel senso della buona dialettica), è un motivatore riconosciuto, parla con tutti, è coraggioso e non si tira mai indietro anche alle domande più pepate. Però a questo punto sulle dinamiche da “primarie” da Capitano occorrerebbe capire come funziona l’elezione e l’investitura. Decide lo staff Butini–Coconi o è necessaria la base con voto maggioritario? Si deciderà a Istanbul, si sussurra e si mormora. Come si sussurra e si mormora che un gruppo abbastanza allargato non vorrebbe più il Magno di ritorno. E il resto? A campione non sembrerebbe una grande unità. Swimbiz ha sentito Marco Orsi , che tra uno scambio e l’altro-tennistico ad Assago sabato scorso con Sharapova e Ivanovic- trova la questione interessante“ certo che dovremo decidere chi farà il capitano. Regole? Non mi risulta ce ne fossero di chiare fino ad oggi, comunque il mio voto va a Mirco Di Tora, che peraltro lo ha già fatto di passaggio a Eindhoven”. Se per l’Orso vale l’amico di sempre, il ritorno di fiamma vale per Luca Dotto che non smentisce il suo vecchio credo, leggermente incrinato solo nelle calde giornate del villaggio olimpico “per me c’è un solo capitano, c’è solo Filippo Magnini”. Come sondaggio forse può bastare per chi deve iniziare la campagna di voto in questo gruppo. Il nuovo, o vecchio, Capitano che uscirà dallo spogliatoio turco dovrà avere molto coraggio, quasi un supereroe. E spalle tanto larghe, ma per quello non dovrebbe essere un problema se fosse solo una questione di fisico....
 
 
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