Ciao Fulvio

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Copyright foto: swimbiz

 Se ne è andato questa notte Fulvio. Quasi in punta di piedi ,come era nel suo stile: sempre pacato, da orsachiottone buono ma deciso. Me lo ricordo Fulvio Albanese quando arrivava con il suo porsche nero un po’ retrò, e posteggiava davanti all’Olimpica, la piscina che per un trentennio è stata il simbolo di Torino natatoria, crocevia di storie che hanno fatto la saga del nuoto azzurro per tanti anni: scendeva, bonario e sorridente, e si infilava subito sotto il “Pallone”.Il suo mondo,la sua vita era lì.Una vita segnata di cloro , di cronometro, di fischi assordanti che danno il ritmo a tutto il possibile acquatico. Era nato a Genova nel 1956, con quel cognome così del sud che ben si integrava con quell’essere torinese di adozione che più che altro diventava lo “stile Albanese”.Pallanuotista di successo, nazionale giovanile, aveva giocato in serie A con il Sisport, e poi l’incontro con Ezio Della Savia, e la folgorazione sulla via della piscina passava dal ruolo allenatore. Mai una polemica, mai una citazione negativa nei confronti di nessuno. Parlavo spesso con Fulvio. Mi sorrideva, con quegli occhi che dicevano tutto, anche quando si mordeva la lingua. “Sei sempre un giornalista, sai com’è…” e se proprio si parlava a microfono aperto, era quasi sempre e solo per fatti tecnici. Si la tecnica , appunto. Fulvio capo allenatore Rari Nantes era stato tra il 1998 e il 1999 il responsabile di un progetto come tecnico federale della velocità, e aveva passato con la nazionale la pietra miliare di Sydney 2000, l’inizio dell’era fantastica dell’Italnuoto. Ma era in casa Rari che sviluppava tutta la sua capacità. Non solo mezza nazionale nuotava con lui in Rari, Loris Facci, Andrea Beccari. Francesco Fornaris, Luca Signori, Marta Polizzotto, Alessandro Borgialli, Federico Cappellazzo, Laura La Piana per citarne alcuni, ma con lui si formavano grandi tecnici, primo su tutti Claudio Rossetto. Che prese il testimone da tecnico quando Fulvio passò al ruolo dirigenziale di Direttore tecnico.L’ho visto l’ultima volta un anno fa a Riccione, campionati assoluti. Il male lo aveva già accerchiato, ma Fulvio era lì , bordo vasca, nella sua piscina a lottare con il cronometro in mano.Sempre sorridente. Si è arreso solo questa notte, portando via con sé una lunga pagina della storia del nuoto italiano. Ciao Fulvio, arvedse
 
zicche@swimbiz.it

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