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Claudio Rossetto “La velocità? è anche una questione di particolari”

Deepbluemedia

Il cartello camera di chiamata sembra lì non a caso, a casa Ostia, Centro Federale questa mattina: come un pre-gara cambia il palco, non ci sono Stefano Morini e i Moro Boys impegnati qualche chilometro più in là alle Fiamme Gialle di CastelPorziano, ma scende in acqua il trittico di mister Claudio Rossetto. Trittico veloce, Luca Dotto, Michele Santucci e Lorenzo Antonelli. In giro per il mondo vanno veloci, se non già velocissimi come i francesi, qui si curano al dettaglio i particolari. Telecamera, computer e programmi, analisi e raffronto come il pittore che scova l’angolo migliore, qui di partenza e virata, entrata e posizioni. Si studia e si coregge, quasi una maniacale ricerca di quella perfezione, o giù di lì, che lima quasi al millimetro. Dotto osserva e studia, ripete e analizza i grafici istantanei di Ivo Ferretti, biomeccanico che tra gli altri collega un mulinello da pesca a fare da raccordo tra il blocco di partenza e i sensori. Poi alla fine tutti insieme all’analisi, Rossetto alle conclusioni finali “le verifiche biomeccaniche di partenza e virata sono fondamentali, considerando ad esempio che Dotto non ha una partenza eccezionale, non ha la potenza e la penetrazione in acqua che hanno altri super top: in fase di tuffo ha sempre perso qualcosa, se miglioriamo anche questo aspetto siamo a buon punto. Lui va troppo sotto e non ha una gran potenza a gambe, se cura e ritrova l’angolo d’ingresso e la posizione del corpo sott’acqua cambia molto. Sottili particolari che fanno la differenza a un certo punto, il “Rosso” farà fare ancora test a Ostia prima degli assoluti “la velocità è anche una questione di particolari, e i particolari sono decimi senza dubbio” Tutti pronti per il blocco di partenza? “Agli assoluti credo si formerà il novanta per cento della nostra squadra olimpica, tranne qualcuno che magari avrà ancora qualche problema fisico e che rimanderà  al Settecolli”.

zicche@swimbiz.it

 

 

 

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