Il college, un’azienda che funziona

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Copyright foto: university of southern california

E’ uno dei college statunitensi che accoglie più stranieri. Del resto, la University of Southern California si trova alle porte di Los Angeles “Trovi tutto, anche la spiaggia di Santa Monica” racconta Max Mazzucchi, ex azzurro e talent di Swimbiz.it per i tuffi. Ma non è il mare ad attirare gli italiani, chi per allenarsi come il bronzo mondiale Federico Colbertaldo (leggi qui), chi per studiare come l’argento europeo Jonathan Boffa, chi solo per una visita come l’argento olimpico Rachele Bruni(leggi qui). Usc è rinomata per la sua sezione acquatica, nel nuoto e nei tuffi. Vanno, anzitutto, distinti gli atleti universitari dalla squadra d’élite. I professionisti, in quanto tali, sono tenuti a pensare da sé a crearsi attorno uno staff Sei un ospite. Io feci due mesi lì dopo le Olimpiadi di Atene 2004 e altri due mesi l’anno dopo – prosegue Mazzucchi – ma ebbi la fortuna di potermi allenare, da ‘esterno’, con gli atleti di college. Un’esperienza bellissima, dalla loro organizzazione all’attaccamento per la squadra”. Quel ‘tifo’, però, non deriva solo dalla cultura americana per lo sport “Ma dal fatto che la tua possibilità di fare sport ad alto livello dipenda dal college stesso. In Italia sei uno sportivo che fa anche l’università, ma lì sei uno studente che fa anche sport ad alto livello”.

Firmare per un college è, di fatto, firmare un contratto con un’azienda Un’azienda che funziona. Hai a disposizione strutture d’avanguardia e uno staff completo – dal tutor all’insegnante per le ripetizioni, fino a preparatore, nutrizionista, medico – ma studi e lavori per il college: hai una borsa di studio da 30-40.000$ l’anno e non ti alleni con la giusta intensità? Non c’è problema: l’allenatore la dimezza. E’ per questo che agli statunitensi si focalizzano sulle Olimpiadi “Quello è l’obiettivo ‘aziendale’. La seconda competizione più importante non sono Mondiali o Panpacifici, ma il campionato di college. Proprio perché rappresenti l’università”. In questo gli statunitensi non sono dissimili dai Cinesi, per i quali il Torneo delle province è secondo solo alle Olimpiadi(leggi qui).

Tania Cagnotto con la divisa degli Houston Cougars (University of Houston)
Tania Cagnotto con la divisa degli Houston Cougars (University of Houston)

Il college, insomma, ti responsabilizza “Anche se non ero uno studente, mi ha aiutato a crescere. Ancora ringrazio la Federazione per quell’opportunità. Vedevo la loro professionalità: allenamento alle 7; alle 6.59 erano già lì”. Apre al mondo del lavoro Molti smettono di fare sport dopo la laurea” ma non va necessariamente considerato abbandono precoce. Semplicemente, il college dà la possibilità di scegliere, senza dover scegliere per causa di forza maggiore. Per usare le parole di Colbertaldo “Il sistema universitario ti tutela fino a 22-23 anni. A quel punto, sai se vivere di nuoto o di altro”. Gli studenti possono persino siglare un accordo con le Forze Armate per pagare gli studi, con l’obbligo di prestare un periodo di servizio militare dopo la laurea. Si badi, la panacea universalis, la soluzione che funzioni per chiunque, non esiste “Il dubbio è scegliere un college rinomato per il tuo sport, o persino per la tua specialità, oppure uno migliore per il tuo futuro lavorativo. Perché le due cose non sempre coincidono”. Anche a livello sportivo, non è detto che il college sia la soluzione migliore Tania Cagnotto andò a Houston, le piacque anche l’allenatrice Jane Figueiredo, attuale tecnico di Tom Daleyma interruppe il percorso, probabilmente perché i risultati non furono quelli previsti”. Ma vale la pena almeno provare, se si apre l’opportunità di una borsa di studio “Perché è un’esperienza formativa. A 18 anni, cosa si ha da perdere?”.

moscarella@swimbiz.it

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