Come un delfino 2, in memoria di Damiano Russo

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Copyright foto: Swimbiz

Realtà, la parola più usata dai relatori durante la conferenza stampa. Sembra strano sentirla accostata alla parola fiction, eppure è così. “Hanno contribuito alla riuscita della serie allenatori, giudici di gara e atleti reali. Senza contare che molte scene sono state girate neri centri federali di Ostia e Pietralata”  ha ricordato il presidente Fin, Paolo Barelli, il quale ha rivelato di avere anch’egli una piccola parte nel film “Naturalmente nel ruolo di presidente Fin”. Grande protagonista della conferenza stampa, come della serie stessa, è stato però Raoul Bova “E’ stato emozionante partecipare a una fiction sul mondo dello sport, una rarità per la tv italiana, e in particolare su uno sport a cui sono legato, avendo un passato da nuotatore”. Oltre al ruolo di protagonista nel film, Bova si è anche occupato della regia, coadiuvato dal regista Stefano Reali e supportato da un cast entusiasta di seguire le sue indicazioni sul set. Da Giulia  Bevilacqua a Maurizio Mattioli, fino a Ricky Memphis, felicissimo di poter finalmente recitare il ruolo di un sacerdote, dichiarazione a cui Barelli ha risposto così “Ecco, manca giusto un padre spirituale nel nuoto”. Come ricordato, si è tentato di dare un tono realistico all’intera fiction, toccando anche temi come panico pre gara e ansia da prestazione, ma forse il legame più forte, e più triste, con la realtà, è il ricordo da parte di Chiara Giordano dell’attore Damiano Russo, venuto a mancare durante le riprese “Il funerale del personaggio da lui interpretato vuole essere un omaggio a un caro amico scomparso”. E gli applausi più forti sono stati per lui.
 
Per vedere la videointervista esclusiva di Swimbiz a Raoul Bova, clicca qui.

moscarella@swimbiz.it

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