Coronavirus, la Cina rimanda i Trials. Ma che Olimpiadi potranno essere?

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Sun Yang, pluri campione olimpico cinese (Afp)

"Il Coronavirus ha distrutto il sogno di molti atleti olimpici" non hanno usate mezze parole alla tv di Stato cinese, China Central tv. L'annuncio è dello slittamento delle qualificazioni olimpiche di nuoto da marzo a maggio, ma va da sé che non sia questo il vero problema. Come si può pensare che si preparino al meglio gli atleti non solo cinesi, ma di tutto l'estremo oriente, incluso quel Giappone che i Giochi a Tokyo avrà l'onere, più che l'onore, di ospitare. E ci limitiamo qui a pensare unicamente a quella parte del mondo, perché in realtà la paura di viaggiare, quella sì, ha contagiato un po' tutti. Che Olimpiadi potranno essere in questo clima, dal punto di vista sportivo, economico, di presenza, di spirito olimpico stesso? Per non parlare della questione sanitaria stessa, che pone questioni serie su un alloggiamento comune di massa come il Villaggio Olimpico, come di recente ha sottolineato in radio il Direttore di Swimbiz.it Christian Zicche:

 

Verrebbe quasi la tentazione di rimandare le Olimpiadi stesse. Come quando per il mondo si combatteva. Ma è chiaramente un'ipotesi irrealizzabile, come ha più volte ribadito il Cio. La Storia, in fondo, è piena di anni tristi che non hanno fermato i Cinque Cerchi. Magari entro maggio la crisi sarà alle spalle, magari tutti, cinesi compresi, saranno comunque riusciti a prepararsi all'evento come avrebbero voluto. E i Giochi saranno, anzi, l'occasione di celebrare la normalità ritrovata. O magari saranno davvero Olimpiadi monche, fredde, persino falsate. Per carità, guardando al mero e crudo lato sportivo, si potrebbero persino aprire spazi impensabili per tutti, azzurri compresi. Ma ben triste ne sarebbe la ragione...

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