De Rose da applausi, tra gli apneisti della gravità

Alessandro De Rose

Copyright foto: Deepbluemedia

Due giorni fa quell'ottimo piazzamento al giro di boa, 5° posto parziale per Alessandro De Rose, per giunta togliendosi dalle spalle i tuffi più ostici. Compresa quella verticale che, due anni fa a Budapest, gli regalò un inaspettato, ma meritatissimo bronzo mondiale:

De Rose con coach Nicole Belsasso (Rai Sport)

Oggi, ai Mondiali di Gwangju, era troppo chiedergli il bis e  riscattare da solo il medagliere dell'Italtuffi, ancora a secco di medaglie. Ha ripagato appieno fiducia della Federnuoto, che intelligentemente ha presto capito il potenziale di questo sport e investito sul cosentino dal sorriso gentile. Il miglior modo di festeggiare le prossime nozze con Nicole Belsasso, allenatrice e inseparabile compagna di viaggio e di vita. Il primo tuffo forse non è perfetto, ma basta e avanza a volare in finale confermando la 5° posizione. E' lì che si fa sul serio, che si balla sull'equilibrio dei coefficienti di difficoltà. E l'azzurro giostra alla grande, sfonda i 100 punti e balza in testa (378.90). Non può durare - il vincitore Gary Hunt è da applausi con i suoi perfetti avvitamenti da 150 punti e rotti - ma che orgoglio vederlo tra i mostri sacri di questo sport, degno di un ruolo conquistato con fatica.

Alessandro De Rose (Rai Sport)

Appena due tuffi, ma quanto passa in quella scalata infinita alle grandi altezze. Così simili ai tuffatori, eppure così diversi questi high divers. Arrivati in cima, 27 m, non chiedono subito il silenzio, ma spesso anzi caricano il pubblico come consumati showmen. Esorcizzano la paura, vitale in questo sport. Prima di trovare, così vicini al cielo, il proprio solitario angolo di paradiso. E infine, ripiombare violentemente nel mondo dei terrestri e far segno ok ai sommozzatori, come apneisti della gravità. Più che atleti, sono esploratori dei limiti umani. E come tali, si giocano molto, moltissimo. Per questo, appena usciti dalla vasca esultano, scherzano, applaudono, s'incoraggiano e si complimentano a vicenda o riguardano insieme i video dei rispettivi tuffi. Perché hanno accarezzato il rischio, e ne sono usciti più vivi di prima.

Altro da segnalare? Sì, il ritiro del duca, il quarantaquattrenne colombiano Orlando Duque, pioniere già nella leggenda di questo sport, per averlo aperto al mondo.

moscarella@swimbiz.it

Il Presidente Fin, Paolo Barelli, tra Nicole Belsasso e Alessandro De Rosse
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