Doping: La Fina contro le generalizzazioni, la Cina torna a scuola

Il commento di Swimbiz: Paolo Barelli, in qualità di Segretario Fina, ha parlato all'Ansa del caso Russia. La Cina pensa invece al test scritto.

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Ieri il Segretario Onorario Fina - nonché Presidente di Fin e Len - Paolo Barelli è intervenuto all'Ansa sulla questione doping in Russia "La Federazione internazionale di nuoto non punisce gli atleti risultati puliti ai test antidoping. Non voglio fare paragoni con altre federazioni - ha aggiunto Barelli, commentando a margine della Giunta del Coni l'esclusione dell'atletica russa dai Rio 2016 - mi risulta, però, che nella Federazione internazionale di atletica siano successe negli ultimi anni anche altre questioni che potrebbero aver favorito valutazioni negative sulla gestione dell'antidoping in quell'area del mondo". "La Fina - assicura il numero uno della Fin - sarà durissima nel momento in cui ci saranno dubbi su qualsivoglia atleta, ma deve anche essere oggettivamente responsabile nel non punire chi non c'entra niente".

Mentre il dibattito sulla Russia prosegue - ieri è intervenuto sul tema persino il Premio Nobel per la pace Michail Gorbačëv - secondo l'agenzia di stampa Xinhua la Cina avrebbe imposto ai suoi atleti olimpici un esame scritto sulla loro conoscenza di quali sostanze siano concesse e quali proibite dalla Wada. Seconda l'agenzia, un punteggio inferiore alle 80 risposte corrette su 100 equivarrebbe a un'esclusione dai Giochi di Rio 2016.

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