E tre, il Coni ricorre un’altra volta sul caso Fin

Il commento di Swimbiz: Ancora un'opposizione alla seconda richiesta di archiviazione della Procura di Roma. 

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"Imbarazzo per le procedure adottate dal Coni, che in futuro potrebbero investire altre federazioni o enti". Nota forte della Fin (in foto il Presidente federale Paolo Barelli), che usa anche termini come apprensione o strategie persecutorie, in relazione alla nuova opposizione del Coni alla seconda richiesta di archiviazione per le indagini della Procura di Roma in Federnuoto(leggi qui). Nei giorni scorsi, peraltro, l'informativa già circolava sul web (Repubblica.it) insieme ai nomi di alcuni dei protagonisti(vedi gallery).
 
moscarella@swimbiz.it
 
Segue il comunicato Fin in versione integrale:
 
In relazione alla rinnovata opposizione della CONI Servizi alla seconda richiesta di archiviazione della Procura di Roma "risultando confermata l'insussistenza, in fatto e in diritto, del reato denunciato" dal CONI il 30 Gennaio 2014, la Federazione Italiana Nuoto:

• esprime imbarazzo per le procedure adottate dal CONI che in futuro potrebbero investire altre federazioni, enti di promozione e organismi sportivi, e che - a prescindere dall'esito delle indagini eseguite già due volte dalla Procura di Roma - sembrano mirare ad un'imputazione coatta da parte del GIP (il giudice Gaspare Sturzo che durante il Governo Berlusconi 2005-2008 è stato consigliere giuridico della Presidenza del Consiglio di cui era sottosegretario Gianni Letta);
 
• malgrado la disponibilità dimostrata e dovuta, manifesta preoccupazione per la pervicacia assunta dalle attività di audit da parte degli organi preposti dal CONI, che tendono a superare i limiti regolamentati dell’incarico nell’ambito delle verifiche amministrative;
 
• ribadisce con apprensione che la strategia persecutoria del CONI continua a condizionare l’operosità degli uffici federali e delle Squadre Nazionali, che meriterebbero plausi per i risultati conseguiti e serenità e stabilità per affrontare il biennio verso le Olimpiadi di Rio de Janeiro;

• teme che le ripercussioni della vicenda - ancora in primo piano per l’evidente accanimento in corso - deteriorino l’immagine dello sport italiano e del CONI, già segnato dai recenti avvenimenti legati al doping e alla definizione dei contributi;

• nonché ritiene che, soprattutto in questo momento, gli echi internazionali negativi siano deleteri per il CONI e per il Governo impegnati a valutare la candidatura olimpica di Roma per il 2024 e a riformare il sistema sportivo, con particolare attenzione all’insegnamento nelle scuole che meriterebbero esempi di trasparenza e correttezza super partes.