Eve, Cristina, Australia: venti piscine per salvare un amico e una verità “Il nuoto italiano ha molto da insegnare”

Cristina di Traglia e Eve Baker
Cristina, insieme all'amica Eve, in una piscina oceanica di Sydney

Australia. Per molti italiani, la nuova America. O un’avventura, che cinque anni fa Cristina Di Traglia intraprese insieme a un ragazzo “Poi ci siamo divisi, ma sono rimasta qui. Per amore dell’oceano racconta al telefono con Swimbiz.it. L’hanno scritto persino sul continente: Oceania “Qui appena hanno un attimo libero, si tuffano in mare. E’ una cultura che in Italia manca, lo sport anche come semplice benessere. Io stessa vado alle 5.30 del mattino, prima del lavoro, ed è già pieno di gente – facile quindi poi – trovare tanti ragazzi da portare in piscina. Cristina è un’allenatrice e di piscine ne ha girate parecchie: Brisbane, Adelaide, ora Sydney, dove abita stabilmente “E’ la loro forza: hanno più praticanti perché abituati a vivere in acqua e questo favorisce anche l’atletismo e ovviamente hanno più piscine. Le condizioni professionali per un tecnico sono migliori che da noi “Persino ora che non è più un lavoro sponsorizzato. Il visto? E’ vero, non è semplice da ottenere, ma non impossibile, se ci credi”.

Ma se credete di trovare metodologie di allenamento fantasmagoriche, siete fuori strada “Nella tecnica e nell’allenamento, gli italiani sono avanti anni luce. Non abbiamo nulla da invidiare loro e, anzi, abbiamo da insegnare. Non è neanche lo sport più popolare in Australia, con rugby e cricket a far la parte del leone. E non tutta la costa è adatta al nuoto in acque libere “Nella zona di Melbourne, dove stava Paltrinieri, se non sbaglio ci sono solo due ‘spot’ utili” e spesso è il surf a rubare la scena, come ci raccontò l’ex azzurro David Berbotto(leggi qui).

 

Italiani dunque grandi nuotatori e tecnici, ma poco acquatici. Non è la prima volta che lo sento dire (leggi qui). La paura del mare da parte di Federica Pellegrini ne è un esempio. Siamo un Paese bagnato per tre quarti dal mare, ma non lo viviamo con la stessa intensità di un australiano “Qui le piscine oceaniche sono persino un’occasione di vita sociale, dove t’incontri con gli amici”. Naturale perciò sceglierle per unire la comunità, quando un amico ha perso tutto nei terribili incendi che hanno martoriato il Paese “Per raccogliere fondi e aiutarlo, ho avuto l’idea di fare 20 vasche in ognuna di 20 piscine oceaniche a Sydney, in un solo giorno, insieme alla mia amica Eve se vi pare poco, guardate la mappa per avere un’idea delle distanze. Impresa compiuta il 28 gennaio scorso, ma chi vuole può ancora dare una mano a raggiungere l’obiettivo di raccogliere 10.000 $. Neppure tanti, quando da un giorno all’altro perdi la tua casa, il tuo lavoro, tutto, peraltro in un paradiso naturale come il Conjola Park “Ho fatto appello al loro amore per l’oceano, per salvarli”.

Per tutte le informazioni sulla raccolta fondi, clicca qui

 

moscarella@swimbiz.it

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on telegram
Telegram