Fabio Scozzoli si racconta ad Obiettivo Londra

Il commento di Swimbiz:  La trasmissione di Sky intervista per 30 minuti il talento di Imola. Uno Scozzoli a 365 gradi, dalla morte di Dale Oen alle aspettative per Londra... Sul norvegese: "Faccio ancora fatica a rendermi conto della sua morte...Penso che ce ne renderemo conto solo quando, agli appuntamenti più importanti, lui non ci sarà più"

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Fabio Scozzoli protagonista ad Obiettivo Londra. Nella puntata di ieri il programma di Sky Sport 2 presentato da Giovanni Bruno ha messo sotto i suoi riflettori una delle speranze di medaglia per il nuoto azzurro, il ranista Fabio Scozzoli. Trenta minuti di intervista in cui percorrere il cammino dell'imolese verso i giochi di Londra 2012. L'inizio, e non poteva essere altrimenti, riguardava la tragica morte di Alexander Dale Oen, il ranista norvegese recentemente scomparso, con cui Fabio salì sul podio nello scorso mondiale di Shanghai 2011, in una finale dei 100 rana che ha dato l'oro a Dale Oen e l'argento a Scozzoli :
“Io lo ricordo in tutte le mie gare più importanti – inizia Fabio -. I miei primi successi li ho avuti a Budapest, agli Europei nel 2010, io arrivai terzo nei 100 rana e lui li vinse, l'anno scorso ai Mondiali di Shanghai, il mio primo mondiale, lui vinse ancora davanti a me, con un tempo stratosferico, ancora questo inverno agli Europei di vasca corta. Lui ha accompagnato tutti i miei successi più importanti, è stata una notizia che mi ha veramente scioccato e faccio ancora fatica a rendermene conto. Penso che ce ne renderemo conto solo quando, agli appuntamenti più importanti, lui non ci sarà più. Penso sarà un dovere avere un momento per ricordarlo.”
Adesso però si volta pagina e si pensa a Debrecen in primis ed a Londra. “Si dice che i ranisti siano nuotatori atipici, un po pazzi, ma io in questo non mi riconosco proprio – dice Scozzoli parlando di se stesso – Il nostro è un lavoro molto impegnativo, ci alleniamo sei ore al giorno, sei ore snervanti, di massima intensità fisica. Per forza c'è il momento quando si va in crisi, soprattutto ad inizio anno, quando devi ricominciare la preparazione. Poi bisogna anche ricordarsi quello per cui lo si fa. Io mi ritengo fortunato a fare del nuoto il mio lavoro e lo faccio con passione. Ho 23 anni e spero di avere davanti almeno una seconda Olimpiade. Questa è la prima e devo raccogliere il massimo, sono in forma e debbo fare il massimo”
Per Londra l'avventura di Fabio parte il 28 luglio, praticamente subito, tanto che Fabio non potrà partecipare alla cerimonia di apertura. Una rana azzurra che, dopo Domenico Fioravanti ha in Scozzoli il suo erede.Un ragazzo normale Fabio Scozzoli, nato in una famiglia di campagna e che ha proprio nei genitori, papà Graziano e mamma Laura, e nella sua compagna di vita, Carlotta Fiordoro, i suoi punti di riferimento. Un ragazzo semplice, come lo si vede dal suo impegno, primo su tutti la volontà di essere il testimonial dell'AVIS.
Insieme a lui c'è Tamas Gyertyanffy , allenatore ungherese dal cognome quasi impronunciabile, che ha guidato Fabio sin dall'esordio. “ Dopo il mondiale siamo partiti molto bene - commenta Tamas – poi ci sono stati dei problemi di salute e adesso dobbiamo correre per recuperare il tempo.”
“Tamas è fondamentale – continua Fabio – tutto quello che so l'ho imparato da lui... In uno sport come il nostro l'allenamento è tutto e i miei compagni di squadra sono al mio fianco tutti i giorni. Allenarmi da solo è una cosa improponibile...”
Avversari, ma anche una ispirazione... Kosuke Kitajima. “L'ho sempre studiato, quando ho iniziato lui ha conquistato la prima Olimpiade. Da lui c'è solo da imparare. Domenico Fioravanti è stata la mia ispirazione per iniziare, lui è stato il mio mito. Quando l'ho battuto al Mondiale è stata una sensazione indescrivibile.” Commento finale? Massimiliano Rosolino... “Spero di arrivare come lui, oltre i 30 anni con la grande voglia di nuotare...”
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