Federico Bocchia “Tiro dritto verso Rio, con tanta esperienza in più”

Federico Bocchia, sprinter azzurro, detto

Copyright foto: Swimbiz.it

Gli squali amano spesso cacciare in branco. Ma Federico Bocchia, detto King Shark, preferisce allenarsi “Più in solitaria, in tranquillità. Ho anche regimi di lavoro diversi rispetto ad altri velocisti italiani” spiega a Swimbiz.it l’azzurro. Agli Europei di nuoto a Londra, il sito del Coni ha ufficializzato la sua presenza nella nazionale di nuoto per le Olimpiadi “Ora testa bassa e si lavora. Il Settecolli? In quel periodo sarò certamente sotto carico, devo valutare col mio allenatore se partecipare”. La sua specialità è lo sprint, i 50 m stile libero “Lì la forza conta molto. Ho lavorato per aumentare di 3kg di muscoli rispetto allo scorso anno”.  Nel corso della storia, il fisico dei nuotatori è cambiato molto “Se Florent Manaudou può essere il prototipo dei cinquantisti del futuro? La tendenza, penso, andrà in quella direzione – ma molto dipende ancora dalle caratteristiche di ogni individuo – io ho preso questa scelta perché è la più adatta per me. Ma Luca Dotto, ad esempio, è longilineo e va forte comunque, Cameron McEvoy idem e fa 21”4, e così via”.

Swimmeeting Bolzano 2012. L'immagine di Bocchia in corona e mantello finì persino sulla Bbc
Swimmeeting Bolzano 2012. L'immagine di Bocchia in corona e mantello finì persino sulla Bbc

Impossibile fare strategie nei 50 stile. E’ un attimo, una gara – letteralmente – tutta d’un fiato “Eppure l’esperienza conta, altrimenti a 29 anni non avrei raggiunto la nazionale olimpica. Serve per la tenuta mentale, per mantenere la concentrazione - l’Olimpiadeper me è già un traguardo raggiunto, ma vorrei riuscire a migliorarmi. Una finale sarebbe un sogno”. Con un tocco vintage, la partenza piedi uniti, e quei toni leggeri che ha sempre amato. “Crescendo, maturando, ho abbandonato i travestimenti a bordo vasca. Ma se li indossavo, era perché mi sentivo di farli, mi caricavano”. Al vedere mantello, scettro e corona, gli americani storcevano il naso, forse dimenticando che uno dei loro più grandi velocisti di sempre, Gary Hall Jr, certo non lesinava siparietti. “Fuori dall’acqua, però, mi piace ancora scherzare con fotomontaggi via social media – conclude Bocchia – dev’esserci sempre un po’ di divertimento in quello che faccio, per poi arrivare sereno e concentrato in gara”.

 

moscarella@swimbiz.it

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