Francesco Bonanni “Allenare mi aiuta anche come atleta”

Il commento di Swimbiz: Sulla strada per ritrovare un record mondiale, a Swimbiz.it l'azzurro racconta la sua doppia vita di atleta e tecnico. 

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Neanche la distorsione alla caviglia, e lesione ai legamenti annessa, lo ferma. Ha dovuto saltare l'impegno azzurro con la German Cup - Italia trionfatrice a Warendorf come pure alla Orange Cup di Eindhoven in Olanda - ma cammina, nuota e lavora a secco come sempre. L'unico problema è quando deve usare le pinne. Incidente di percorso (letteralmente) scendendo di corsa le scale. E del resto, da marzo di quest’anno Francesco Bonanni vive di corsa ogni giornata “Sveglia alle 6-6.30, per evitare il traffico di Roma. Alle 8.30 in acqua e dalle 11.30 palestra. Alle 12.30-13 mangio, nel pomeriggio alleno. E nel week end ci sono le gare, mie o dei ragazzi” racconta a Swimbiz.it. Perché ora il veterano del salvamento azzurro è anche allenatore “Di tutte le cateorie e dei piccolini. Anzi, per le regole delle Fiamme Oro non sarei neanche più inquadrato come atleta. Ma mi è stato concesso di poter proseguire la carriera almeno fino ai Rescue del prossimo settembre”. Vale a dire i Mondiali di nuoto per salvamento, l’unico spazio bianco nel curriculum di Francesco Bonanni (e figlio d’arte dell’ex azzurro Roberto) che in carriera ha vinto tutto “Anche i World Games, a Cali in Colombia. Una competizione che permette anche a noi di respirare un’atmosfera ‘olimpica’, tra Casa Italia e gli altri sport presenti – dove vuole ‘riprendersi’ dal compagno di squadra Simone Procaccia(leggi qui) il record mondiale nei 100 m trasporto manichino con pinne – che sento come mio. L’avevo anche nuotato, agli Assoluti di aprile a Torino, ma sono stato squalificato(leggi qui)”. Un doppio obiettivo non semplice, se devi anche allenare “Arrivo la sera distrutto. Ho 25 anni e tanta voglia di competere ancora, ma dopo i Rescue capirò se sarà fattibile o no – e di nuotare con altri colori non se ne parla – a parte una parentesi in Aniene, il mio cuore è sempre per le Fiamme Oro”. E la doppia vita in acqua e a bordo vasca ha anche i suoi pregi “Mi aiuta molto anche come atleta. Vedere gli errori dei ragazzi nella tecnica ti aiuta a curare meglio la tua. E da fuori capisci l’importanza di eseguire un esercizio, a seconda del caso, sciolto, piano, bene…”.
 
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