Galizi, il nuoto all’età di mezzo

Il commento di Swimbiz: Giada Galizi racconta a Swimbiz.it come si guarda il nuoto a metà strada tra gioventù ed esperienza. E un vivaio Aurelia in crescita.

Copyright foto: Pasquale Carbone GMT-Swimbiz.it

Il fisico c’è sempre. Col tempo arriva anche la consapevolezza “Mi mettessi in testa che i 200 sono molto più alla mia portata…”. Con quell’altezza che avrebbe pochi eguali non solo nel nuoto italiano, ma anche nel mondo 187 cm a piedi nudi” disse Giada Galizi stessa tre anni fa, a margine di un memorabile servizio fotografico in tacchi a spillo per Swimbiz:

 

 

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“Tornando indietro, lo rifarei. Oltre che divertente, mi permise per un giorno di rilassarmi e spezzare la mia routine quotidiana: meno atleta e più femminile”. L’ideale per ricaricarsi. Pochi giorni dopo, arrivò la qualificazione in nazionale. Agli Europei di Berlino, il bronzo nella 4x100 stile e l’oro nella mista stile “Il mio anno migliore. Come sempre, si cerca la strada giusta per ripetersi”. E come ogni agonista, è scaramantica in attesa degli Assoluti. Quest’anno farà 24 anni, sorta di ‘età di mezzo’ nello sport e nella crescita umana “Quando sei piccola vivi il nuoto, come ogni altra cosa, con più spensieratezza e meno stress - come detto a Swimbiz da Alessandro Miressi, non è sui giovani che sta la pressione(leggi qui)d’altra parte, è bello vedermi cresciuta, come atleta e come donna”. A proposito di gioventù, si sono appena conclusi i Criteria di Riccione. Nel nuoto, spesso si guarda più ai singoli giovani che ai vivai “Quello Aurelia, a livello maschile, è cresciuto tanto, fisicamente e mentalmente. Lo so perché mi alleno con loro. Sono contenta che a Riccione si sia distinto ‘Ino’ – al secolo Alessio Proietti Colonna ha tenuto testa a uno come Miressi. Peraltro anche lui mio compagno di squadra, alle Fiamme Oro”.

Un tormentone stagionale è la ‘tentazione’ delle acque libere, con la sua libertà, per i nuotatori da vasca. Galizi è velocista autentica, ma è anche allenata da Roberto Marinelli, responsabile delle nazionali giovanili di fondo “Io iniziai proprio con le gare in mare… ma alla prima uscita praticamente scappai. Non so cosa mi spaventasse, ma in fondo ero una bambina”. Paltrinieri, a quella tentazione, ha ceduto(leggi qui) “Ma lui ha vinto tutto. E’ normale cerchi nuovi stimoli.  Magari in futuro proverò anch’io una gara, ma ora vorrei togliermi qualche soddisfazione in vasca”.

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