I giorni dei laureati

Il commento di Swimbiz: Con l’augurio che diventi una prassi. E come denunciò il Dt Cesare Butini a Swimbiz, andrebbe disincentivata l’usanza di chi s’iscrive a un ateneo unicamente per disputare le Universiadi.

Si festeggia e si applaude, ma stavolta non sul bordo vasca, né per una medaglia conquistata. In attesa delle prime gare, molti azzurri brillano per i risultati negli studi, con una serie di lauree a pioggia. Da Margherita Panziera ad Aglaia Pezzato, Stefania Pirozzi, fino all'asso del trampolino Giovanni Tocci, è tutto un condividere via social network foto, video e, immancabili come ormai ad ogni tappa importante, citazioni e discorsi di ringraziamento. E' forse finita l'epoca dell'eccezione atleta-studente, con l'augurio anzi che diventi una prassi tra le nuove generazioni.

Molti dei loro predecessori, anche di peso, sono stati a lungo scoraggiati dalla sempre difficile prospettiva di conciliare studi e agonismo. Ancor peggio, e lo denunciò a Swimbiz.it lo stesso Dt azzurro Cesare Butini(leggi qui), l'usanza di taluni atleti e dei loro tecnici - accade purtroppo in tutti gli sport - di usare l'iscrizione a un ateneo unicamente per poter disputare le UniversiadiMa come disse a Swimbiz l'ex azzurro Federico Bussolin(leggi qui) “Lasciare il nuoto fu una scelta infelice. Presto sentii un vuoto dentro: mi mancavano le trasferte, i compagni, le gare. Studio e sport sono strade importanti. Prima di mollare una delle due, cercate il più possibile di trovare un compromesso. E’ difficile, ma non impossibile. La mia fu una scelta avventata, dicevo ‘Non si può fare’ e sbagliai”.

moscarella@swimbiz.it