Il diritto di sbagliare

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E’ basata sui numeri, sui punteggi, ma l’arte dei tuffi non può essere solo matematica. E’ psicologia, sensazione, è carpe diem. “Mi aspettavo una finale diversa, magari più alta nei punteggi. Alla fine eravamo in quattro ad avere le stesse chances di vincere. Il peso della gara si è fatto sentire per tutte, l'importanza della medaglia d'oro era notevole” non le vostre solite parole di fine gara, dopo un bronzo europeo. “Se Noemi Batki parla in questo modo, è perché sa di poter fare molto più di così e oggi, a Rostock, voleva la vittoria che le avrebbe consegnato la qualificazione diretta alle Olimpiadi di Rio 2016” conferma Max Mazzucchi, ex azzurro e talent Swimbiz.it dei tuffi. Ormai Noemi ragiona comeTania Cagnotto. Non si accontenta, vuole tutto. E come Tania “Ha anche il diritto, ogni tanto, di sbagliare. E magari proprio i suoi tuffi migliori”. Stesso discorso per Giovanni Tocci, 5° nella finale da 1 m a un soffio dal podio “C’erano pressioni maggiori su di lui, rispetto a Berlino, per i punteggi fatti quest’anno in Italia. Ma per me il podio sarebbe stato una ciliegina. Ha già ottenuto un grande piazzamento e la delusione sarebbe stata, piuttosto, in caso di mancata finale”. Un po' come il francese Matthieu Rosset che, a furia di lunghi collegiali dall'altra parte del mondo(leggi qui), è arrivato oggi all'oro europeo. L’arte dei tuffi non è solo matematica “La rabbia di Batki, la tendenza di Tocci a restare sempre umile e rimettersi subito al lavoro per migliorare. La stessa grinta di Andrea Chiarabini, soprattutto stamattina… sono tutti segnali del giusto atteggiamento da parte degli azzurri”.
 
moscarella@swimbiz.it

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