Il Fatto natatorio

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
Celebrazioni e recensioni (non la nostra) e il nuoto va che è una Meravigliosi. Con i soliti rumors tra chi c'è e chi non c'è, tanto la vasca è sempre piena di risultati…

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E’ un fatto che lo sport più vincente sia il nuoto. Numeri alla mano, sedici medaglie mondiali. Totalizzatore unico e automatica celebrazione settembrina come alla terza edizione del Meravigliosi che ormai mette tutti i nostri eroi natatori sul blue  carpet. Ieri sera all’Eur di Roma, allo Spazio Novecento, evocativo del qui si fa la storia ragazzi e intanto ce la balliamo e festeggiamo - ma dov’ erano i Nozzo(lillo) boys and girls ieri sera? Ah saperlo… - oltre alla storia, tutto il glam che ne viene di conseguenza. Un trionfo di bellezze in tacchi a spillo, Federica Pellegrini al solito regina, ma non è nemmeno più una notizia che tenersi stretto l’allenatore con tanto trasporto non resuscita nemmeno i cronisti, interessati più che altro al buffet, ricco mi ci ficco.

Dietro, un trionfo di Federazione. Coi pennacchi ben tesi i dirigenti, dietro (o davanti, ma è sempre in ogni posizione) il vero condottiero, anche se l’estate mondiale non ha portato il sigillo del triplete presidenziale. Fin, Len (Europa), ma niente Fina al momento. Come a un passo dalla Champions sfumata per arbitri non proprio imparziali. Ma sono pur sempre le Barelliadi, se ci fosse un campionato per le migliori performances, Paolo Barelli se la giocherebbe da capocannoniere. E’ un Fatto che i risultati contino più di ogni altra cosa nel nostro mondo della competizione acquatica. Giusto scriverli e raccontarli, allora. Come spesso facciamo noi, un po’ i cantaglorie di questo acquatico, ma siamo nell’umile del calamaio. Paltrinieri questa sera, ci informano i canali acquatici vicino all’Aniene (noi non siamo stati invitati) presenta il suo libro di emozioni personali olimpiche e mondiali, un percorso di corsia. Auguriamo a nostro campionissimo tantissimi lettori, ma personalmente ci chiediamo se un libro non fosse meglio darlo in tipografia in chiusura di carriera, perché ancora tanti sono i capitoli che ci aspettiamo da Greg, per il campionissimo che è. “Sognando Tokyo, dopo Rio, passando dall’Australia”  questo è il mio titolo. E’ un Fatto natatorio che aspetta altri capitoli anche più intriganti, ne sono convinto. Ma qui ragiono da tifoso–cronista e magari rischio di non essere obiettivo fino in fondo alla corsia…

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