Il levriero del chilometro e mezzo

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
La lunga storia dei 1500 perde un interprete che ha fatto storia. A suo modo il precursore del grande movimento della distanza.

Enzo era un po' un precursore. Precursore dei tempi acquatici. I suoi tempi nemmeno troppo distanti con gli anni, ma per il nuoto di adesso quasi siderali, che erano fatti di distanze che oggi sembrano più vicine alla velocità che al mezzofondo, un altro giro di piscina. Un chilometro e mezzo che lo portò nel buio di quella Olimpiade tragica di Monaco 1972, ma che comunque era tinta di un azzurro che Vincenzo Finocchiaro ripeteva a classe di bracciate lunghe, appunto, mille e cinquecento volte. Era, il siciliano di Siracusa, il grande precursore.

Un po' il nonno adottivo di tutto quello splendido movimento che ha portato quel 1500 sul tetto olimpico tanti anni dopo, nel 2016 con il nipotino di vasca Paltrinieri a voltarsi indietro con un sorriso rivolto lassù. E magari oggi Paltri si allenerà con una preghiera e un pensiero a un grande dell’acqua azzurra che se n’è andato a nuotare chissà dove. Medico ortopedico di professione, Enzo fu il levriero che lì davanti allenava il mito di Novella Calligaris, oggi si direbbe la lepre di classe che svezza il mito. Ma rimarrà per sempre il levriero del chilometro e mezzo, lui il primatista italiano olimpionico a Monaco, siciliano dalla grande classe natatoria. Ciao Enzo.

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