Il nuoto si divide: Horton in protesta con Sun Yang, Detti garantista

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Forse sarà ricordata come una protesta storica, forse un gesto isolato. Solo il tempo lo dirà. La premiazione dei 400 m stile libero maschili, ai Mondiali di nuoto di Gwangju, consegnano un nuoto diviso su Sun Yang e su delicati casi simili. L'australiano Mack Horton rifiuta di stringere la mano al cinese, e addirittura non gli si avvicina sul podio, prendendone letteralmente le distanze. Chiede a Gabriele Detti di fare altrettanto, ma l'azzurro rifiuta, la vede quasi come una mancanza di rispetto nei confronti di entrambi. E già nelle interviste pre mondiali, il livornese aveva ricordato come nessun tribunale abbia ancora confermato o confutato quel che giornali inglesi e australiani, riportando un rapporto Wada, hanno scritto nei mesi scorsi: di un Sun Yang che avrebbe fatto martellare da guardie private - o meglio, così la madre avrebbe ordinato - i campioni di sangue durante un controllo, dopo che due dei tre operatori non sarebbero stati in grado di qualificarsi come agenti dell'antidoping. La sentenza d'appello della Wada al Cas di Losanna sarà solo a settembre. Ci aspetta una lunga estate calda.

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