Il senso della responsabilità acquatica

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche

Il commento del direttore: Il surreale lunedì del nuoto Italiano è l'occasione dell'unità e dei pensieri...

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Non era mai successo, ma è successo. Ed era prevedibile succedesse. Mi riferisco alla chiusura degli impianti natatori decisa dalla Regione Lazio nella serata di ieri sera. Chiusura e frequentazione, perché la guerra senza confine al maledetto Covid non ammette deroghe: non ci si allena. E così, in questo lunedì surreale, ci rimettiamo in riga oltre alla corsia a riflettere. Non possiamo fare altro, seguendo con scrupolo le indicazioni che ci vengono date. Ecco, è il momento della responsabilità e delle decisioni inequivocabili.

Responsabilità acquatica, e ognuno deve fare la sua parte, perché nessuno escluso deve dare il suo contributo. Si parte dalla Fin, e dal suo Presidente Paolo Barelli, che indicherà nelle prossime ore quello che sarà il percorso per chi aspetta di capire come trovare il modo di allenarsi, se possibile. Di concerto con le autorità preposte, riflettendo su due, anzi tre, grandi temi.

Il primo, quello olimpico, di cui a oggi non si sa nulla di certo. Nella inevitabile “rivoluzione” che il virus procura di giorno in giorno. Si farà, ma quando? E soprattutto, sarà l’Olimpiade delle medesime opportunità, se qualcuno rimarrà indietro di preparazione cause forza maggiore? Il secondo, l’Europeo, che diventa un punto in sospeso vista la vastità del problema che si aggrava di ora in ora. Il terzo, vista la ormai impossibilità di vedere un assoluto in tempi brevi, lascia il dubbio e la proposta di spostarlo nell’eventulità dei tempi legati ai cinque cerchi al Settecolli “modificato e allungato”. Proposte e pensieri, ovviamente tutti uniti perché la famiglia del nuoto dimostri quello che abbiamo sempre dimostrato in vasca e di fronte ai nostri trionfi azzurri: unità e responsabilità. Forza Nuoto.

 

zicche@swimbiz.it

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