Il testamento di Lezak, per diffondere nuoto e cultura ebraica

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Copyright foto: usa swimming

Il più noto nuotatore ebreo è, naturalmente, l’americano Mark Spitz. Le Olimpiadi di Monaco ’72 furono il suo trionfo, 7 ori olimpici, messo tragicamente in ombra dal sequestro di 9 israeliani da parte di fedayin palestinesi. Per la sua religione, Spitz fu dichiarato dalla CIA obiettivo a rischio attentato e trascorse l’ultimo giorno delle sue Olimpiadi in una stanza segreta, mentre i tg americani davano volutamente notizie discordanti sul suo ritorno negli Stati Uniti. Jason Lezak è un nome in qualche modo legato a Spitz. Il suo incredibile recupero in ultima frazione su Alain Bernard, nella 4x100 stile Usa alle Olimpiadi di Pechino 2008(guarda il video), permise a Michael Phelps di superare il record di ori olimpici del baffo di Modesto. Inoltre, lo stesso Lezak è ebreo e la ricerca delle sue radici ne ha influenzato la carriera sportiva. Al punto che ora, segnala il sito swimswam.com, insieme a un altro ex olimpionico americano di medesima estrazione, Lenny Krayzelburg, lancerà un camp natatorio-culturale a Tel Aviv “Ho avuto la fortuna di visitare, allenarmi e competere in Israele – spiega Lezak – quest’esperienza potrà ispirare i nuotatori ad approfondire la conoscenza del loro retaggio. Dando nel contempo a me e a Lenny l’opportunità di condividere quel che abbiamo imparato nella nostra carriera sportiva”.

moscarella@swimbiz.it

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