In Spagna è fiesta con Mireia. Francia, ma quando arrivano le ragazze?

Il commento di Swimbiz: Gli iberici celebrano “una nadadora única”, mentre oltralpe si cerca una nuova leader dopo Manaudou, Balmy e Muffat.

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Mai visto tanto nuoto su 'Marca'. Più facile vedere articoli sulla pallanuoto, molto amata in Spagna, tanto che pochi giorni fa il Presidente Rajoy ha incontrato la nazionale femminile. Ma Mireia Belmonte Garcìa (in foto a sx) sta avendo sul Paese un effetto pellegrinesco, a suon di medaglie; sei (due per metallo) a Berlino. Dai titoli europei a quello di “Hija predilecta” della natia Badalona, e l’onda lunga dei successi estivi prosegue con la World Cup a Doha e Dubai. Marca non può che titolare “una nadadora única en la historia del deporte español” e, specifica, a soli 23 anni. Trascina con sé Melanie Costa Schmid e le medagliate europee Ignacio Sorribes e Vall Montero, ma Mireia è già oltre la vasca: in patria è un’icona femminista, e non risparmia uscite dal sapore sociale(leggi qui); forse la politica nel  futuro. Situazione opposta vive la Francia che, per bocca dello stesso direttore tecnico Lionel Horter, lancia l’allarme rosa “L’apporto di Laure Manaudou in due Olimpiadi non è durato a lungo; idem per Camille Muffat. Dovremo ricostruire il settore femminile sulla 4X200”. Una volta si gridava il re è morto! viva il re!; a Berlino, i big assenti e un Agnel spaventato sono stati ben rimpiazzati da Florent Manaudou, mai così leader (la sua firma sui 4 ori francesi), e dal giovane Metella. Di contro, Coralie Balmy non trovava nemmeno la finale 400 stile. Ex nano sulle sole spalle del gigante Laure Manaudou (in foto a dx), la Francia reclama ora una nuova première dame della vasca.
 
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