Individualità e sponsor privati: il nuoto cinese vuole rompere i suoi tabù

Il commento di Swimbiz: Una politica che ha sempre limitato gli sponsor degli atleti. Ma i casi di Sun Yang e Ning Zetao potrebbero aprire al professionismo nel nuoto cinese.

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Sun Yang conta grandi sponsor come Hyundai, Coca-Cola, Acer. L'anno scorso è stato ingaggiato come "artist" da un'agenzia

La cronaca sportiva registra la continua offensiva del calcio cinese sul mercato europeo. Ma negli sport olimpici la Repubblica Popolare Cinese, per ragioni culturali e politiche, ha sempre opposto l'importanza del collettivo all'esaltazione - soprattutto economica -  del singolo. Nel 2005 il tuffatore Tian Liang, ex oro olimpico, fu escluso dalla nazionale per le sue 'troppe partnership commerciali' rispetto ai compagni di squadra. Paolo Malara, ex Ct della nazionale cinese di pallanuoto femminile, a Swimbiz.it conferma che anche in anni recenti Sun Yang era l’unico nuotatore a cui fosse concesso uno sponsor tecnico diverso da quello della nazionale “Ma suscitò polemica. Per questo, ai Giochi Asiatici, Sun si presentò col suo sponsor coperto”. Nulla di eccezionale - ebbe problemi simili anche il campionissimo australiano Ian Thorpe – se non si stesse parlando di un atleta cinese.

Ancor più significativa la vicenda del velocista Ning Zetao, come Sun allenatosi a lungo in Australia e in passato squalificato per doping. Lo scorso novembre la CcTv ha pubblicato il documentario Turning Point, che conferma alcuni rumors su Ning usciti poco prima delle Olimpiadi di Rio 2016, inizialmente smentiti dall’atleta. Popolarissimo in Cina, icona per il pubblico femminile, Ning aveva firmato con diversi sponsor in conflitto d’interessi con quelli del suo centro di allenamento. A differenza di Sun Yang, Ning Zetao è anche un atleta militare (marina), status che pone ulteriori vincoli alle sponsorizzazioni. Fu subito sanzionato con la perdita di benefit come l’accesso alle strutture d’allenamento, alla foresteria e alla ‘meal card’ per i pasti e rischiò anche di saltare i Giochi:

 

 

Ma pur riconoscendo la sua condotta come un errore, alla fine i vertici della nazionale diedero il via libera per i Giochi. Riconoscendo, anzi, i mutamenti di uno sport che ad alto livello andrebbe ormai considerato professionistico.  La stessa China Central Tv e la Xinhua - la tv e l’agenzia di stampa di Stato, tradizionalmente vicine alle posizioni governative – mostrano aperture sul tema.  Auspicando una futura collaborazione tra interessi dei manager privati - anche questo, per anni, un tabù nello sport cinese – interessi degli atleti e interessi nazionali. Forse i prodromi di un professionismo alla cinese.

moscarella@swimbiz.it