Italsynchro, obiettivi mondiali e… relazioni diplomatiche

Il commento di Swimbiz: Al ritorno dal collegiale in Cina, il ct Patrizia Giallombardo a tutto synchro per Swimbiz.it, tra temi caldi e un Mondiale alle porte.

L’Italsynchro è appena tornata da un lungo collegiale a Shangai. Altro pianeta: piscina esclusiva per le sincronette, pedana fissa per provare, casse stereo, telecamere collegate via bluetooth a un mega-schermo per vedere su quali dettagli lavorare. “Un altro pianeta. E’ dura in Italia trovare spazi dedicati al solo nuoto sincronizzato, dove allenarsi in tranquillità – spiega a Swimbiz.it il ct Patrizia Giallombardo – anche se al Centro Federale di Pietralata a Roma siamo messi bene". Più dell’impianto, a stupire il ct “E’ la loro cultura sportiva. Da noi non ci sono gli stessi ritmi di allenamento e di concentrazione – ma soprattutto – la loro umiltà. Ci hanno trattato da campionesse, chiedendoci consigli. Abbiamo raggiunto l'obiettivo di rafforzare amicizie con altre nazioni”. Passo dopo passo, l’Italia cresce “Devi consolidare questo sport, prima di ‘prendertelo’ – prosegue Patrizia – l’obiettivo ai Mondiali, realistico ma non facile, è confermare il 6° posto di due anni fa. Raggiungendo o superando la Spagna nell’esercizio tecnico e avvicinarla nel libero”. Punti di riferimento, un classico del synchro. Un lusso che nel duo misto uomo-donna manca “Forse sarà giudicato come un normale duo, forse uomo e donna dovranno evidenziare i rispettivi tratti. Il nostro comprende un po’ tutto – molto dipenderà – da cosa vorranno i giudici. Conosco questo sport e temo che i grandi nomi avranno la loro influenza. Altrimenti, l’Italia può ambire all’oro, specie nel tecnico che vede meno concorrenti”. In Cina, peraltro “Ci siamo confrontati con l’allenatrice cinese e con i due giudici, cinese e italiano, per capire dove lavorare e dove siamo a buon punto” spiega l’azzurro Giorgio Minisini. Guardando al futuro, Patrizia Giallombardo dissente da chi parli di abbandono precoce(leggi qui) “In nazionale abbiamo anche ventinovenni, in passato non succedeva. Chi sa di non avere qualità da nazionale sceglie di lasciare uno sport così duro - come altri, sostenuto economicamente dai gruppi militari – il possibile ridimensionamento nelle Fiamme Oro (leggi qui)? Non influirebbe sull’Italsynchro, le ragazze sono preparate da società civili e nazionale. Certo, le ragazze si allenerebbero con meno serenità, ma la Fin mantiene i rapporti con i gruppi militari e valuterà se qualcuno prenderà l’eredità della Polizia di Stato”.
 
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