Katinka Hosszu “Non lascerò che distruggano la mia reputazione”

Il commento di Swimbiz: Dopo le accuse lanciatele contro, in conferenza stampa la Iron Lady avvisa “Risponderò nelle sedi e nei tempi opportuni”

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Nessun tweet di fuoco o commento piccato. Con freddezza, da professionista, ha prima concluso le proprie gare a Nancy. Quindi, Katinka Hosszu ha indetto una conferenza stampa per dare la sua gelida risposta a Casey Barrett, prossimo autore di un documentario sulle nuotatrici della Germania Est ai Giochi del ’76, che dal sito di Swimmingworld aveva putato il dito su di lei, sul suo fisico scolpito e sulle sue prestazioni(leggi qui). “Ho deciso di rispondere ora perché i miei fans e la comunità del nuoto sappiano che sono accuse infondate. Vi dico fin da ora che risponderò a Mr Barrett nelle sedi e nei tempi opportuni - avvisa subito la Iron Lady – si sbaglia, ha ferito me e questo sport, le sue insinuazioni sono false e ha ammesso lui stesso di non avere alcuna prova”. Al momento, apparentemente la Hosszu non sembra rivolgere la sua ira controllata contro la rivista americana, che al momento della pubblicazione dell’articolo si era affrettata a specificare: il contenuto riflette l’opinione dell’autore e non necessariamente quella di Swimmingworld, ma "Nessuno associato a quest'articolo ha pensato, prima di pubblicare, di contattare me o miei allenatori, discutere dei miei metodi di allenamento, della mia dieta, dell'attenzione che metto per non ingerire erroneamente integratori sospetti o proibiti". Ha poi ringraziato chi la sostiene, dai familiari e fans alla federnuoto ungherese che per prima la difese “Non troveranno mai prove, perché è sbagliata la premessa: non ho mai assunto droghe e non lo farei mai, a prescindere dalle prospettive di fama o denaro – e incalza - non è nel mio carattere barare né lasciare che una persona a me sconosciuta distrugga la mia reputazione, apparentemente per i suoi interessi personali”. Intervistata da Swimbiz.it, una volta Katinka Hosszu disse(leggi qui) “C’è sempre chi ti odia, ma non mi pento di nulla nella mia carriera e preferisco pensare a quel che lo sport mi regala, a dove posso arrivare, a come ispirare le nuove generazioni”.
 
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