La nuova “fase” acquatica

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche

Il commento del direttore: La fase due a più velocità. Da una parte gli atleti top level, dall'altra l'esigenza di riportare in acqua le giovani promesse, per non perderli. Senza dimenticarsi gli utenti natatori...

Copyright foto: Deepbluemedia

Ascoltare, cercare di capire, e interpretare. Questo ci capita alle parole del Premier Conte ad ogni sua conferenza stampa. Ora, stante la situazione generale, a noi occorre riflettere sul nostro mondo acquatico. Mondo esteso, come andiamo ripetendo da settimane, dall’agonismo alle scuole nuoto. Società e operatori e milioni di frequentatori. Ma andiamo con ordine. Dal fatico numero 4, che sta per il prossimo maggio della fase due, abbiamo già subito una notizia che era nell’acqua, confermata ieri: gli allenamenti individuali sono consentiti, e conseguente aperture degli impianti dedicati, agli atleti che sono interessati a manifestazioni nazionali e internazionali.

Considerazione prima: forse, a nostra interpretazione, sarebbe il caso l’estensione allenante a tutti gli atleti, non solo i top level, compresi quelli che avrebbero anche a livello giovanile ottenuto dei pass per campionati assoluti o junior. Considerazione seconda, che dopo - quindi non oltre il 18 di maggio - gli impianti natatori, stante le ovvie e già elencate disposizioni di sicurezza e distanziamento, possano essere fruibili dagli utenti. Ritornando poi alla prima considerazione, ricordiamoci che l’onda lunga di questo stop acquatico dal punto di vista soprattutto giovanile si avrà nei prossimi anni. Tra abbandoni e atleti che non troveranno più la loro “fase” acquatica, il “dopo” rischia di perdere un futuro che in questi anni abbiamo faticosamente cercato di costruire in questo meraviglioso mondo dell’acqua.

zicche@swimbiz.it

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